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L’ immunità fiscale di un prete di lusso Pugliese

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La parrocchia di S.Antonio abate, famoso per la sua estrema, sobria condotta di vita, è affidata ad un prete, raffinato e ben garantito: possiede come dimora una grande villa, comunque ereditata, dispone di una Croma, e' assistito da una perpetua a tempo pieno.

E' stato il tenore di vita di don Giorgio Pugliese a mettere in allerta la Finanza che però ha dovuto rinunciare ad ogni accertamento, dal momento che gli ecclesiastici godono della immunità fiscale, consacrata con il Concordato.

Non hanno neanche bisogno, come capita ai normali contribuenti, di eccepire la non tassabilità di redditi per prestazioni svolte occasionalmente , non essere cioè soggetti passivi di imposta.  

Il parroco si è giustificato comunque ammettendo entrate- extra con le quali arrotonda il salario di fame percepito (in media sui mille euro mensili, ben inferiori ai 7.000 dei cardinali, al netto degli alloggi principeschi in godimento.

Le entrate- extra ammesse deriverebbero da compensi per donazioni (dirette), benedizioni (!) di case, battesimi, matrimoni, esequie ed altri riti.

Introiti non fatturati e non si sa come contabilizzati, in base ai vigenti tariffari, e al riparto in favore di organi superiori e delle stesse diocesi.

Un problema per quella di Conversano che non riesce a convertire don Giorgio alla povertà fiscale.

Giacomo Grippa