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[La polemica] Con questa legge gli elettori non contano più nulla. Vi spiego il patto Renzi-Berlusconi

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[La polemica] Con questa legge gli elettori non contano più nulla. Vi spiego il patto Renzi-Berlusconi
Con questo accordo, per gli effetti delle coalizioni sul territorio, Renzi ha scelto di correre il rischio di consegnare la quasi totalità dei collegi del Nord al centrodestra, e il centrodestra corre il rischio di rinunciare a buona parte dei collegi del Sud. È uno scambio, il prezzo che si paga per poter fare cartello e mettere fuori i terzi incomodi

Dicono che semplifichi, che consenta di decidere chi governa, dicono che era meglio questa legge elettorale “di nulla”. Ovviamente non è vera nessuna di queste tre cose. È vero anzi il contrario: Il Rosatellum bis è una legge che complica, è una legge che rende comunque difficile trovare una maggioranza, ed è una legge peggiore di quella che di fatto sostituisce, che è il Consultellum.
Perché è vero che la Corte costituzionale ha dovuto scrivere una legge che non è perfetta, quando ho dovuto demolire l’incostituzionale legge dell’Italicum. Ma almeno con quelle norme gli elettori potevano ancora contare qualcosa, nella designazione dei loro rappresentanti, con queste nuove regole non decidono più nulla. Il primo dovere di una legge elettorale, dovrebbe essere quello di garantire il controllo degli eletti da parte degli elettori. Il primo obiettivo di questa legge – invece – è quello di garantire la schiavitù degli eletti rispetto ai capi di partito. La prima caratteristica di questa legge, è quella di essere piena di trucchi e regole tarocche, per spingere l’elettore a fare una cosa, credendo di farne un’altra.
È insomma un inganno, e faccio tre soli esempi per spiegare come si depista l’ignaro cittadino. Il primo: chi vota è convinto che ci siano dei collegi uninominali dove si vince o si perde In base al suo voto. Non è vero. Ci sono cinque candidature paracadute possibili per ogni candidato, e il paradosso dei paradossi è questo: il candidato può correre addirittura in cinque diversi collegi (quattro proporzionali uni maggioritario). Può dunque essere eletto In più collegi, e il suo seggio scatta – In virtù di quello che dice la legge – dove lui prende meno voti (!). Altro esempio: il Rosatellum prevede una procedura al limite della costituzionalità. Se tu voti un piccolo partito che non raggiunge il quorum, ad esempio il partito animalista, il tuo voto viene assegnato, d’ufficio, al partito a cui quel partito è apparentato. Quindi ti può capitare di votare il partito animalista ed eleggere uno di Forza Italia, oppure votare un partito autonomista siciliano, ed eleggere uno del PD. Terzo esempio, riguarda il doppio voto: la scheda presenta due serie di simboli su cui apporre la croce. Una parte della scheda è proporzionale, l’altra maggioritaria. Si suggerisce al lettore la possibilità di esprimere due opzioni, come accadeva con il vecchio Mattarellum: ma se lui lo fa davvero, il suo voto viene annullato. Un’altra truffa. In questo nodo si cerca di usare il finto maggioritario con i paracadute, che diventa un “maggioritario psicologico”, per trascinare il suo voto nel proporzionale.
Con questo accordo, per gli effetti delle coalizioni sul territorio, Renzi ha scelto di correre il rischio di consegnare la quasi totalità dei collegi del Nord al centrodestra, e il centrodestra corre il rischio di rinunciare a buona parte dei collegi del Sud. È uno scambio, il prezzo che si paga per poter fare cartello e mettere fuori i terzi incomodi – chiunque siano – depotenziando il loro voto. Il sistema, anziché favorire il bipolarismo (come dicono i suoi apologeti) tende a favorire l’inciucio. Per poter avere una maggioranza, infatti bisognerebbe vincere in almeno il 70% dei collegi.
E qui veniamo al nodo di cosa debba essere una legge elettorale: trattandosi di uno dei codici primari della Repubblica, della nostra democrazia, la considero un bene comune, proprio come l’acqua, l’energia, la casa. È un bene immateriale, apparentemente, un congegno astruso per i più. Ma è quella regola che serve a designare chi sono coloro che decidono dei nostri beni materiali e delle nostre vite. In questi anni è stata la legge elettorale (che molti italiani non conoscono), a decidere chi sarebbero stati gli eletti che hanno stabilito delle nostre tasse, della nostra casa, delle nostre pensioni. E soprattutto: a sottrarli al nostro controllo per metterli nelle mani dei capi bastone e delle segreterie.
L’imbarbarimento della politica (o meglio, la de-responsabilizzazione dei politici), è iniziato quando i capi partito, sempre meno legittimati, hanno preteso di decidere loro, al posto nostro, chi dovevamo votare. Per due volte lo hanno fatto con leggi bruttissime che noi abbiamo criticato inascoltati – il Porcellum e l’Italicum – tanto pericolose da essere bocciate dalla Corte Costituzionale. Gli stessi che hanno scritto quelle leggi, oggi stanno preparando questo nuovo pasticcio. Gli stessi che oggi le decantano domani le disconosceranno. Per questo motivo nell’unico interesse degli elettori spero che parlamentari di sinistra e di destra, che non vogliono l’inciucio, trovino il coraggio per affondare questo disegno.
12 ottobre 2017

di Luca Telese

 

 

 

fonte: www.tiscali.it

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