Accordo Telecom: ricatti, aumento della produttività, nessuna garanzia occupazionale, sacrifici, contratti di solidarietà

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L’accordo firmato all’alba del 26 marzo tra Telecom Italia e Cgil-Cisl-Uil/Coord. Naz. Rsu -che ha votato a maggioranza -consegna all’azienda una ristrutturazione pesantissima senza effettive garanzie per il futuro.

Incremento della produttività, demansionamenti, ammortizzatori sociali. Con il ricatto della societarizzazione della Divisione Caring posticipato solamente al 2014, il prossimo efficientamento delle aree di Staff, l’incertezza per i colleghi della D.A., i controlli per i tecnici Open Access.

Avevamo detto sin dall’inizio che ci trovavamo di fronte ad una trattativa con la pistola puntata.

Le “garanzie” strappate sono poca cosa rispetto agli obiettivi aziendali: timbratura in postazione, solidarietà e l’incubo di finire in una società esternalizzata (per Divisione Caring) già in partenza con esuberi dichiarati: L’azienda mantiene l’idea dello spacchettamento aziendale : solo e se saranno mantenuti gli obiettivi del contenimento dei costi del lavoro, potrà dilazionare la societarizzazione nel tempo. A questo aggiungiamo la chiusura delle sedi, il demansionamento per i SV e i controlli nel telelavoro.

In Open Access, dove la solidarietà (per l’Azienda) non si può applicare per la enorme mole di lavoro a cui non si riesce a far fronte, la musica non cambia. Geolocalizzazione sulle Panda che diventano i veri luoghi di lavoro. Inizio e fine dell’orario lavorativo a casa del cliente e non nel PDL.

La ristrutturazione non risparmierà le Aree di Staff che entro 2 mesi vedranno Telecom proporre una ristrutturazione simile a quelle delle altre divisioni e che coinvolgerà sia le funzioni di controllo che i settori operativi.

La contropartita delle Internalizzazioni, che coinvolgono solo marginalmente CARING, è subordinata al mantenimento degli indici per la produttività, ma già dichiarate insufficienti a coprire gli attuali e futuri esuberi.

La chiusura della trattativa è avvenuta con lo stesso meccanismo delle altre Aziende di Telecomunicazioni, WIND, ALMAVIVA, TELEPERFORMANCE e fra poco VODAFONE : Ricatto – Accordo in perdita per sventare il Ricatto. Le OO.SS. non potevano sottrarsi alla firma di un accordo di cui condividono contenuti e metodo ( e cioè di fronte ad una azienda che dichiara la crisi l’unica soluzione è quella di gestire con lei i sacrifici da chiedere ai lavoratori e alle lavoratrici). E’ avvenuto in altre Aziende e le OO.SS. sono rimaste vittime ( consapevoli o inconsapevoli ?) dell’ACCORDO del 28 GIUGNO 2011.

La forza con cui migliaia di colleghi e colleghe hanno esplicitato il loro NO al mandato a trattare, non è stata sufficiente a fermare la trattativa ma è un punto importante dal quale ripartire. Siamo stufi di trattative a perdere, dove al centro ci sono solo e sempre gli interessi e i profitti del management, degli azionisti (che si finanziano con i nostri sacrifici), con le OO.SS. a volte complici a volte spettatrici dello sfacelo.

Un progetto strategico per il Paese e per il settore delle Telecomunicazioni deve avere innanzitutto al centro la difesa dei diritti e del salario, contro la precarietà e le delocalizzazioni, un settore pubblico dove la comunicazione (ASSET STRATEGICO) non sia merce e affari per banche e imprenditori che si comportano allo stesso modo in ogni parte del mondo.

Per farlo abbiamo bisogno di forza e partecipazione, senza di questa fra due anni saremo di nuovo ad un tavolo di trattative a discutere di esuberi, tagli ai salari, societarizzazioni e ammortizzatori sociali.

Roma 27/03/2013

COBAS LAVORO PRIVATO

FLMUniti CUB