Arcese annuncia 250 licenziamenti

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Con una comunicazione del 30 gennaio scorso ARCESE TRASPORTI S.p.A. ha comunicato di “voler procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro di n.200 unità operaie e 50 impiegatizie, iscritte al libro matricola delle Unità Locali di ARCO (Trento) e di ROVERETO (Trento)”.

Si tratta di una comunicazione (ALLEGATO 1) inviata a CGIL,CISL, UIL, Ministero del Lavoro e Servizio Lavoro della Provincia Autonoma di Trento, ma di cui i lavoratori sono venuti a conoscenza solo qualche giorno fa.

Dopo due anni di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), le cui norme di applicazione Arcese ha violato sistematicamente, facendone un uso selvaggio e discriminatorio ( per due anni ha mandato a casa i lavoratori senza comunicazione scritta, facendogli firmare in bianco i moduli su cui dovevano essere indicati i periodi), ora arriva il licenziamento di 250 dipendenti.

Esuberi li chiama Arcese, dovuti alla “necessità di attuare un programma di riorganizzazione e di razionalizzazione”.

Ma come stanno realmente le cose?

In questi due anni, i lavoratori spediti a casa in CIGO sono stati sostituiti in parte da padroncini esterni, in parte da camionisti assunti con contratti soprattutto romeni e slovacchi. Arcese, infatti, in questi ultimi anni ha immatricolato in Romania e Slovacchia  camion già immatricolati in Italia in modo da poterli affidare ad autisti, assunti con contratto slovacco e romeno, che vengono fatti circolare anche per un mese, senza far ritorno a casa, in cambio di salari che non superano i 500,00 Euro. Il tutto con la copertura di società di Arcese con sedi legali in quei Paesi (la Romania, per esempio, consente la doppia immatricolazione per tre anni).

Quattro mesi fa noi abbiamo fotografato in Romania un immenso piazzale con una fila interminabile di camion di Arcese con targa italiana, ma su cui erano già cominciati i lavori di romanizzazione visto che erano già stati cancellati i numeri di macchina in alto a sinistra sulle cabine. Di questo e di altro, comunque, diremo nei prossimi giorni.

Per ora è sufficiente dire che i 250 licenziamenti sono solo il risultato di una scelta di Arcese S.p.A, certo di riorganizzazione e razionalizzazione, che per garantirsi alti profitti, mette sulla strada 250 lavoratori per metterne in totale schiavitù altre centinaia un po' più a est del nostro Paese.

Ieri pomeriggio l'Assessore all'Industria del Trentino ha convocato Arcese, anche perchè l'Azienda, in cambio di quasi 20 milioni di Euro, aveva firmato nel 2009 l'impegno al mantenimento degli organici fino al 31 dicembre 2015. Oggi le notizie di stampa su questo incontro  tendono a sdrammatizzare la situazione.

In ogni caso dopodomani, venerdì 24, alle 8,30, l'Assessore al Lavoro e Industria incontrerà COBAS del Trentino e lì verificheremo alcune questioni.

E' un incontro che abbiamo chiesto con carattere di urgenza, anche perchè per sabato 25 abbiamo convocato l'Assemblea del COBAS aziendale aperta a tutti i lavoratori.

Nei prossimi giorni comincerò a mandare gli articoli che la stampa sta dedicando alla vicenda.

Per ora accontentatevi delle nostre brutte facce

sul quotidiano IL TRENTINO di martedì 21(ALLEGATO 2).

Cobas Lavoro Privato

Antonio   Rovereto