Brunetta contro i precari. Rabbia e sarcasmo su Facebook: ” Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta non è all’altezza”. Giovedì alle 18 sit-in contro il Ministro.

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Brunetta contro i precari, il ministro cerca subito di scusarsi  “non ce l'avevo con tutta la categoria”. La polemica dopo il diverbio con alcuni militanti durante un convegno: “Voi siete l'Italia peggiore”. Non era rivolto ai precari quel “Voi siete l'Italia peggiore”. Lo ha precisato il ministro Renato Brunetta in una nota dopo il diverbio, ieri a un convegno, con alcuni precari della Pubblica amministrazione. Uno scontro, secondo il ministro, creato ad arte, frutto di “un'azione premeditata con cura a fini mediatici. Da qui il mio duro giudizio su lorsignori, non certo sui precari tout court, che ribadisco con forza: 'Siete l'Italia peggiore'”. L'episodio è avvenuto a Roma durante il convegno “I giovani innovatori”, nell'ambito della Giornata nazionale dell'innovazione 2011. Brunetta aveva appena terminato il suo intervento, quando alcuni militanti della “Rete precari della pubblica amministrazione” si sono alzati dalla platea e sono saliti sul palco, presentandosi e provando a fare una domanda al titolare della Pubblica amministrazione. “Siete la parte peggiore dell'Italia” ha detto il ministro, voltando le spalle alle persone salite sul palco e uscendo dalla sala. “Ieri pomeriggio – ha ricordato oggi il ministro – al termine del mio intervento, una signora tra il pubblico ha chiesto di poter prendere la parola. Le ho chiesto di salire sul palco, nonostante dovessi recarmi entro pochi minuti al Quirinale per la cerimonia di conferimento del Premio Nazionale per l'Innovazione, alla presenza del presidente Napolitano. Ho però preferito lasciare la sala quando ho capito che la signora intendeva sollevare il problema dei precari nella Pubblica Amministrazione: un argomento non solo estraneo al tema del convegno, ma che avrebbe richiesto ben altro tempo e ben altra attenzione”. “A quel punto – ha aggiunto – da parte di alcuni suoi sodali sono iniziati a volare insulti ('Buffone!', 'Vai a lavorare!') accompagnati dall'esposizione di un grande striscione di protesta”. Da più parti, Bersani in testa, è nata la polemica: “Nelle espressioni estreme di Brunetta, e non solo sue, è evidente la profonda incomprensione di quanto stia avvenendo nella società – è stata la reazione di Bersani, leader del Pd – e c'è da preoccuparsi, perché dal governo non è arrivata alcuna autocritica sulla sua incapacità di agire davanti alla più grave crisi economica dal dopoguerra”. Il ministro è tornato sulle polemiche scatenatesi dopo i fatti. “L'Italia peggiore – aggiunge Brunetta – è quella di quanti, non avendo di meglio da fare, irrompono sistematicamente in convegni e dibattiti per interromperne i lavori, insultare i presenti e riprendere la loro bravata con una telecamerina portatile, per poi passare subito il video ai giornali amici che notoriamente pullulano di precari”. Ha poi apostrofato il leader del Partito Democratico: “L'Italia peggiore è di quanti si nascondono compiacenti dietro questi signori (come Pierluigi Bersani e Leoluca Orlando Cascio, ndr), sostenendoli in maniera strumentale pur senza conoscere argomenti e fatti. L'Italia peggiore è quella che usa la rete come un manganello per agguati squadristici, senza aver nulla da dire. Che pena”. Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta non si vergogna e non si dimette! Non sono solo i precari a chiedere che il ministro Brunetta “paghi” per quell'infelice battuta (“siete l'Italia peggiore”) pronunciata nel corso del convegno sull'Innovazione. Dai banchi della politica, ma anche in Rete, si grida all'ennesima caduta di stile da parte di un membro del Governo. In molti chiedono le dimissioni, altri vorrebbero delle scuse o perlomeno che il ministro facesse un passo indietro. Nulla di tutto ciò. Indignato si dice perciò il segretario del Pd, Pierluigi Bersani.” C'è una realtà profonda che si sta muovendo, quando il governo con posizioni anche estreme come quelle di Brunetta, mostra una incomprensione profonda c'è da essere preoccupati”. “Non do suggerimenti ma se non si parte da lì, da una riflessione profonda – ha concluso Bersani – il resto è in superficie e non consente di affrontare i problemi”. Bersani: “E' il divorzio tra governo e realtà che si è visto in questi mesi – ha detto il segretario del Pd – proviamo a mettere insieme quello che è successo: in autunno si risvegliano i movimenti del lavoro, studenti e insegnanti, poi le donne, poi la partecipazione alla nostra manifestazione di S. Giovanni, la trasmissione di Fazio e Saviano, le celebrazioni dell'unità del paese, la nostra Assemblea di Varese, perchè no, e quindi la questione della Lega. “C'è da essere preoccupati che il centrodestra non stia tenendo conto di cosa sta succedendo nel paese”, dice stizzito Bersani. “E' veramente strano che non ci sia una riflessione critica e autocritica sull'azione di governo mentre affrontiamo la crisi più grave dal dopoguerra”.

Giovedì sit-in contro il ministro– “I migliori dell'Italia siamo noi, checché ne dica il ministro Brunetta”. Il comitato Il nostro tempo è adesso scende in campo contro le dichiarazioni del ministro Brunetta e indice per giovedì un sit-in di protesta davanti al ministero della Funzione Pubblica a Roma. L'appuntamento è alle 18 per dire al ministro Brunetta che 'l'Italia peggiore è fatta da chi insulta questo Paese.”Non siamo più disposti a sopportare tutto questo – si legge in un comunicato – Poche ore dopo, in una trasmissione televisiva, invitava i tanti giovani ultra formati senza lavoro ad andare a scaricare le cassette di frutta ai mercati generali. Ci sarebbe da indagare sul problema psicologico che questo comportamento cela: la precarietà è oggetto di rimozione governativa, quando qualcuno semplicemente la nomina le reazioni sono scomposte. Ma non ci addentriamo nella selva delle interpretazioni psicologiche”. “Ci fermiamo alla soglia del problema politico che l'arroganza del ministro porta alla luce: un popolo di precari e disoccupati a cui il Governo non offre nessuna risposta ma solo insulti e arroganza. Chi non se ne va – conclude la nota – chi studia, chi lavora, chi lotta per i proprio diritti rappresenta l'Italia migliore. Un'Italia che vuole rispetto”.

Fassina (Pd): “Si dimetta” – Feroci critiche al ministro arrivano anche da Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del Pd. “Se avesse un minimo senso delle istituzioni si dovrebbe dimettere”, commenta Fassina.  “Non solo il governo di cui fa parte è intervenuto sistematicamente per aggravare le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici precarie, con il collegato lavoro e con la rimozione dei vincoli ai contratti a termine – ha ricordato Fassina -. Non solo non ha messo in campo nessuna iniziativa per la crescita e l'occupazione. Non solo umilia con tagli ciechi la scuola pubblica. Ora anche gli insulti. Prima il governo Berlusconi va via, prima si possono aprire prospettive di lavoro per le generazioni più giovani”.

Orlando (Idv): “Il peggiore è lui” – “L'ignobile offesa fatta ieri ad alcuni precari, che volevano semplicemente conferire con lui, è vergognosa e inqualificabile: si dovrebbe dimettere, chiedere scusa a chi lavora e paga il suo stipendio e andare a nascondersi. Non è un ministro all'altezza”, ha detto il portavoce dell'idv Leoluca Orlando. “La parte peggiore di questo Paese è lui, che appoggia i bunga bunga e non difende i giovani che, per colpa di questo governo, non hanno più un futuro”, conclude Orlando.

Ma la rabbia corre anche suFacebook – Il processo al ministro che ha legato il suo nome alla lotta contro i fannulloni si sposta poi nelle aule virtuali. In Rete, poche ore dopo la diffusione del video che mostrava le “gesta” del ministro dell'Innovazione, è un brulicare di commenti, parodie, di reazioni indignate. Ed è in particolare su Facebook che la rabbia di molti giovani diventa palpabile. A farla da padrone le solite battute sarcastiche. “Quando si dice che uno non è all'altezza” oppure “l'unico indegno sei tu”. E, sempre sul social network, è già nata una pagina per chiedere le dimissioni del responsabile del dicastero della Pubblica amministrazione. Il dramma della precarietà viene evocato dal Pontefice come da Draghi come una vera e propria piaga sociale. E i precari vivono rimbalzando dal mercato del lavoro alla strada in una condizione di perdita progressiva del sentimento dell'autonomia e della libertà. Una condizione vergognosa a cui non si può replicare con gli atteggiamenti e le parole del ministro Brunetta. E' un altro segno della regressione civile che ha contraddistinto il governo e il suo ministro delle Funzione pubblica in Italia.

Vergogna ministro! 

I video: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=GP4EUkqq8Os

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=GP4EUkqq8Os#t=19s

http://www.youtube.com/watch?v=GP4EUkqq8Os&feature=player_detailpage