cassa integrazione in deroga società pubbliche Santa Teresa di Brindisi ed Alba Service di Lecce

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Al Signor
Presidente della Repubblica
On. Dott. Sergio Mattarella

Al Signor
Presidente del Senato della Repubblica
Dott.ssa Maria Elisabetta Alberti Casellati

Al Signor
Presidente del Consiglio dei Ministri
Avv. Giuseppe Conte

Al Signor
Presidente della Camera dei Deputati
Dott. Roberto Fico

Al Signor
Ministro del Lavoro
On.Luigi Di Maio

Al Signor
Ministro per il Sud
Sen. Barbara Lezzi

Spett.le
Unione Province d’Italia

Oggetto: cassa integrazione in deroga società pubbliche Santa Teresa di Brindisi ed Alba Service di Lecce.

Egregi Presidenti e Ministri della Repubblica,
le Confederazioni Cobas di Brindisi e di Lecce con la presente desiderano sottoporre alla Vostra attenzione, quali vertici istituzionali della Repubblica italiana, la grave situazione in cui si trovano i dipendenti di Santa Teresa e di Alba Service S.p.A. società partecipate per l’intero capitale sociale rispettivamente dalla Provincia di Brindisi e di Lecce e affidatarie della gestione di servizi pubblici provinciali quali manutenzione scuole, manutenzione strade, servizi di pulizia e uscierato, servizi sociali, ecc. servizi di rilevanza costituzionale.
La crisi delle suddette partecipate pubbliche, che occupano più di 250 dipendenti, è stata una delle conseguenze della legge 56 del 2014 la “cd. Riforma Delrio” dal nome del suo promotore, Graziano Delrio.
La Legge n. 56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, entrata in vigore l’8 aprile 2014, che ha ridisegnato organi e competenze dell’amministrazione locale, ha causato una drastica contrazione nell’erogazione di servizi alle comunità brindisine e leccesi mettendo in difficoltà le società partecipate, in quanto a parità di servizi ha drasticamente tagliato le risorse finanziarie alle Provincie italiane.
Di conseguenza i numerosi lavoratori delle partecipate pubbliche e in particolare quelli della Santa Teresa e di Alba Service hanno subito gli effetti dannosi della suddetta riforma con esiti negativi sull’aspetto occupazionale. Infatti, Alba Service, la partecipata della Provincia di Lecce, è quella maggiormente danneggiata tanto da essere in liquidazione.
Nel dicembre 2016, vista la grave situazione finanziaria delle Provincie di Brindisi e di Lecce, è stata concessa per la prima volta la cassa integrazione in deroga ai dipendenti delle società pubbliche partecipate dagli enti locali pugliesi per tutto il 2017.
Nel corso del 2017 questa Organizzazione sindacale ha messo in atto una serie di attività al fine di ottenere la salvaguardia dei posti di lavoro e la proroga dell’ammortizzatore sociale. Infatti, il 19 Luglio 2017 è stata ricevuta in delegazione a Roma in diverse sedi istituzionali, tra cui anche il Ministero per gli Affari Regionali e Camera dei Deputati, ottenendo in fine la proroga della cassa integrazione in deroga da parte della Regione Puglia per l’anno 2018.
La situazione, però, oggi si è aggravata per il fatto che la concessione da parte della Regione Puglia della Cassa integrazione in deroga è sottoposta a disposizioni legislative nazionali che attualmente non sono state predisposte.
La società partecipata Alba Service ha nel suo organico, oltre alle 29 assistenti sociali per le quali la procedura di licenziamento è stata già avviata, anche 90 dipendenti tra tecnici ed operai che il 29 dicembre terminata la cassa in deroga devono tornare a lavorare.
Il ritorno al lavoro può sembrare una grande notizia che però è offuscata dal piano di impresa di Alba Service che prevede un orario lavorativo di n.13 ore settimanali a fronte del tempo pieno che è di n.40 ore. Possiamo dire che oltre al danno della c.d. “Riforma Delrio” anche la beffa di n.13 ore settimanali di lavoro con una retribuzione che viola palesemente la Costituzione repubblicana infatti l’art. 36 comma 1 dispone: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. In questa situazione i lavoratori a n.13 ore settimanali non possono assicurare, pur lavorando, alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Tant’è che l’Inps per retribuzioni cosi basse non riconosce nemmeno gli assegni del nucleo familiare.
La situazione per i lavoratori della Santa Teresa non è migliore, infatti la Provincia di Brindisi non ha la disponibilità economico finanziaria per far fronte alla spesa corrente di manutenzione scuole e strade provinciali.
Per tutto il 2019 sono assenti i finanziamenti per le attività di manutenzione scuole e strade, tant’è che si sta cercando un intervento della Regione Puglia per sopperire alle carenze finanziarie strutturali della Provincia di Brindisi.
Nella Santa Teresa l’aspetto occupazionale evidenzia molti contratti di lavoro part-time, con un misero stipendio e con famiglie che non arrivano a fine mese. Sono brutte cose da scrivere ai vertici della Repubblica italiana ma purtroppo è l’amara realtà del Sud Italia.
I lavoratori della Santa Teresa non hanno la certezza occupazionale di poter arrivare a fine 2019.
Si chiede pertanto di intervenire sulle finanze delle Province e, per tutelare un’esistenza libera e dignitosa, la proroga della concessione della cassa integrazione in deroga per i dipendenti delle società partecipate della Provincia di Brindisi e di Lecce per l’anno 2019, nella legge di bilancio attualmente in discussione.
Considerata che questa situazione sta creando una grave tensione sociale nelle due Province pugliesi coinvolte, si chiede un Vostro intervento immediato già nella legge di bilancio e che nella manovra finanziaria si possa trovare il rispetto costituzionale dell’esistenza libera e dignitosa dei lavoratori messi in ginocchio dalla “riforma Delrio” e dalla sua attuazione.

Brindisi e Lecce, 11 Dicembre 2018

Confederazione Cobas Brindisi
Roberto Aprile

Confederazione Cobas Lecce
Dott.Giuseppe Pietro Mancarella

Roma il 19 Luglio 2017
Manifestazione a Bari Santa Teresa e  Alba Service 

Incontro al Ministero per gli Affari Regionali del 19 Luglio 2017