ENEL: giù le mani dalla Colombia a Roma protesta davanti sede Enel

0
0

La notizia importante è che la lotta paga e la deviazione del fiume dopo la quale sarebbero dovuti iniziare i lavori è rinviata di un mese….con la stagione delle piogge alle porte !

interventi di Alessandro  e di Vincenzo. il video della protesta a Roma: http://vimeo.com/36985688    Giovedì 16 febbraio 2012, h 15, v.le R.Margherita 125

No alla diga Enel del Quimbo: http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=PmURWcTPmYw

L’Enel-Endesa attraverso la società controllata colombiana EMGESA da anni ha messo gli occhi sul fiume RIO MAGDALENA in Colombia con l’intenzione di costruire una DIGA che distruggerà il sistema ECO AMBIENTALE della regione del HUILA.

Da anni le  comunità di questa regione colombiana resistono al progetto e da mesi hanno occupato le terre dove dovrebbe sorgere la DIGA. Il 14 FEBBRAIO l’ESERCITO e le forze di polizia hanno sgomberato le terre occupate.

Da un lato ci sono centinaia di persone, pescatori, costruttori, braccianti, contadini e mezzadri, accampati lungo il fiume. Dall’altro bulldozer, scavatrici, luci che illuminano a giorno il cantiere degli italiani e degli spagnoli.

In mezzo esercito e ESMAD, i tristemente famosi squadroni antisommossa colombiani che dalla loro creazione ad oggi, hanno ucciso decine di persone reprimendo il dissenso.

In questi giorni le comunità residenti e resistenti che verranno sfollate per aprire spazio a un mega progetto idroelettrico. Non è l’unico che vede coinvolta l’ENEL in America Latina.

Il Quimbo, questo è il nome della diga che le multinazionali italo spagnole pretendono costruire, è una gigantesca opera che inonderà 8.500 ettari delle terre agricole più fertili del paese, per produrre energia destinata all’esportazione e a coprire il fabbisogno energetico interno, che si prevede incrementerà in maniera esponenziale con la conversione del territorio colombiano in una enorme miniera a cielo aperto.

Son 4 anni che le comunità del Huila, la regione dove sorgerà la diga, protestano, si oppongono pacificamente e legalmente alla distruzione delle loro esistenze. Lo hanno fatto portando avanti con assiduità e insistenza le proprie ragioni, scontrandosi contro il muro di gomma di una burocrazia e di un mondo politico che non vogliono capire. O forse che hanno capito benissimo e si sono schierati, anche a costo di violare le stesse norme costituzionali colombiane.

La Colombia è un paese tristemente noto per le connivenze tra le istituzioni e il narco traffico, per l’azione dei gruppi paramilitari al servizio delle multinazionali che saccheggiano il territorio ricco di materie prime, PER LO STERMINIO di qualsiasi forma di opposizione politica, sindacale e sociale.

MANIFESTIAMO IL SOSTEGNO ALLA LOTTA CONTRO LA COSTRUZIONE DELLA DIGA ENEL

16  FEBBRAIO 2012 ,h15, davanti sede ENEL(v.le R.Margherita 125)

Prime adesioni all’appello :  CONFEDERAZIONE COBAS, CRMB, YAKU,COMITATO CARLOS FONSECA ROMA, SPAZIO SOCIALE EX-51, ASSOCIAZIONE ITALIA NICARAGUA/ ROMA, 

L’articolo del Manifesto uscito ieri

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120214/manip2pg/14/manip2pz/318004/

E le prime notizie che ci arrivano dalla Colombia direttamente dal Compagno italiano che si trova sul territorio

http://comitatocarlosfonseca.noblogs.org/post/2012/02/14/sgomberati-i-blocchi-alla-diga-enel-in-colombia/#more-3058

 Inoltre anche il comunicato stampa della Onlus Yaku di Roma FERMIAMO LA COSTRUZIONE DELLA DIGA DI QUIMBO IN COLOMBIA

FERMIAMO L'ENEL Giovedì 16 febbraio presidio a Roma sotto la sede dell'Enel

Dal 4 gennaio i comitati locali riuniti nell’associazione Assoquimbo presidiano il territorio del dipartimento di Huila, in Colombia, per bloccare la costruzione della diga che inonderà 8.500 ettari delle terre agricole più fertili del paese –  6 i comuni coinvolti – e pregiudicando un territorio ricco di biodiversità, naturali e culturali, e abitato da circa 3.000 persone. Il blocco dei movimenti colombiani intende anche fermare lo scavo imminente di un tunnel di 400 metri  che dovrebbe permettere la deviazione disastrosa del fiume Magdalena per il 20 febbraio. Le multinazionali Enel-Endesa hanno comandato all’esercito antisommossa di sgombrare in queste prossime ore il territorio dai manifestanti. In appoggio ai movimenti colombiani è stato convocato un presidio giovedì 16 alle 14 – 17 , davanti la sede nazionale Enel Spa in viale R.Margherita/angolo via Savoia a Roma

Le prime adesioni:  Yaku; Cobas; comitato Carlos Fonseca Roma; Spazio sociale ex 51

In questi giorni l’epilogo del conflitto che vede contrapporsi da 4 anni da un lato la controllata ENEL – ENDESA e dall’altro le comunità residenti e resistenti che verranno sfollate per aprire spazio a un mega progetto idroelettrico dal valore di 837 milioni di dollari fino al 2014.

Il Quimbo, questo è il nome della diga che le multinazionali italo spagnole pretendono costruire, è una gigantesca opera che inonderà 8.500 ettari delle terre agricole più fertili del paese, per produrre energia destinata all’esportazione e a coprire il fabisogno energetico interno, che si prevede incrementerà in maniera esponenziale con la conversione in atto del territorio colombiano in una enorme miniera a cielo aperto.

Sono 4 anni che le comunità del Huila, la regione dove sorgerà la diga, protestano, si oppongono pacificamente e legalmente alla distruzione delle loro esistenze, della sicurezza alimentare del paese e di una valle bellissima, riserva di protezione della Amazzonia. Lo hanno fatto portando avanti con assiduità e insistenza le proprie ragioni, scontrandosi contro il muro di gomma di una burocrazia e di un mondo politico che non vogliono capire. O forse che hanno capito benissimo e si sono schierati, anche a costo di violare le stesse norme costituzionali colombiane. La Contraloria, un ente di controllo statale, ha già aperto una indagine contro le autorità ambientali e contro lo stesso ministro di ambiente, riscontrando pesanti irregolarità nella concessione dei permessi per la realizzazione della idroelettrica. Ma i tempi di indagine sono lunghi.

Il 20 febbraio Enel e Endesa devieranno il corso del Magdalena, il più grande fiume colombiano, causando un danno irreparabile.

Le comunità resistono, si sono accampate nella zona dei lavori, per impedire il danno, dicono che non se ne andranno da lì. Da un lato ci sono centinaia di persone, pescatori, costruttori, braccianti, contadini e mezzadri, accampati lungo il fiume. Dall’altro buldozer, scavatrici, luci che illuminano a giorno il cantiere degli italiani e degli spagnoli. In mezzo esercito e ESMAD, i tristemente famosi squadroni antisommossa colombiani che dalla loro creazione ad oggi, hanno ucciso decine di persone reprimendo il dissenso. L’impresa ha richiesto l’intervento dell’esercito e degli antisommossa. Lo sgombero è previsto per oggi, martedi 14 febbraio.

http://www.yaku.eu/primapagina_articolo.asp?id=1965

http://defensaterritorios.wordpress.com/

http://www.portafolio.co/negocios/obras-la-hidroelectrica-el-quimbo-llevan-un-mes-detenidas

LA PAGINA WEB DELLA IMPRESA EMGESA ( ENEL – ENDESA )

http://www.emgesa.com.co/eContent/newsDetail.asp?id=411

http://www.proyectoelquimboemgesa.com.co/site/

SOTTOSCRIVI LA PETIZIONE

http://censat.org/index.php?option=com_chronocontact&chronoformname=quimboener2012en

PATAGONIA SENZA DIGHE – La pagina web che denuncia le politiche

energetiche dell’ENEL e delle multinazionali dell’ENERGIA in Cile

www.patagoniasenzadighe.org

Roma   14/02/2012