Gli inglesi vogliono cercare petrolio nel mare di Brindisi

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Alle provocazioni non c’è fine: ora gli inglesi vogliono cercare petrolio nel mare di Brindisi.

Brindisi è considerata il punto debole dove si può fare tutto e di più. Non basta un inquinamento ritenuto intollerabile e allarmante dal “Documento di Scoping” redatto dall’Amministrazione comunale nel corso della procedura per la Valutazione Ambientale Strategica del Piano Urbanistico Generale.

Non basta la minaccia del rigassificatore che ha dato luogo ad una gravissima questione morale, che costituisce un serio pericolo per l’incolumità dei cittadini e che punta a cancellare i progetti innovativi delle Amministrazioni locali. Non basta “l’invasione barbarica” del fotovoltaico col suo carico di affarismi ed abusi denunciato dall’Amministrazione provinciale e non bastano infine i continui e pesanti attacchi alla salute dei cittadini e lavoratori da parte di interessi e di gruppi ossessionati dalla smania del profitto.

Non basta tutto questo: ora si vogliono effettuare trivellazioni alla ricerca di petrolio nel mare della nostra città al largo di una costa che si sta sfarinando con danni di varia natura sotto gli occhi di istituzioni che non vedono e non sentono e quando si svegliano a seguito di qualche disastro fanno solo qualche lento passo per poi bloccarsi fra mille pastoie burocratiche.

La società inglese, Northern Petroleum, vuole dunque sondare i fondali delle nostre acque alla ricerca di petrolio nell’ambito di un progetto che interessa molte aree marittime pugliesi. Altrove vi sono state forti proteste istituzionali che hanno sfociato anche in ricorsi giudiziari accolti dalla Giustizia amministrativa. Riteniamo assurdo, inammissibile e provocatorio un tale progetto e chiediamo perciò al Comune di Brindisi, all’Amministrazione provinciale e alla Regione Puglia di manifestare ai massimi livelli il motivato dissenso delle nostre popolazioni e di intraprendere, in solidale collegamento con le rappresentanze istituzionali di tutte le comunità pugliesi interessate, le necessarie azioni giudiziarie rivolte a contrastare l’iter autorizzativo intrapreso. Il problema della salute e dell’ambiente deve essere posto al centro delle attenzioni politiche locali: le nostre associazioni lo chiedono da tempo e torneranno a farlo nei prossimi giorni annunciando pubbliche iniziative di sensibilizzazione e di protesta.

Brindisi, 4 maggio 2011

Italia Nostra, Legambiente, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Acli  Ambiente, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Salute Pubblica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del  Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.