I Comuni Salentini salvino l’ORCHESTRA ICO TITO SCHIPA – Lettera aperta

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Al Presidente Provincia di Lecce

Ai Sindaci delle province di Lecce e Brindisi

Oggetto: I Comuni Salentini salvino l’ORCHESTRA ICO TITO SCHIPA

Nel volantino diffuso in occasione dell’ultimo concerto della ICO del 19 dicembre, i Cobas di Lecce avevamo caldeggiato iniziative forti:

lo sciopero al contrario dell’orchestra, in concerto continuo nei palazzi delle istituzioni durante il periodo natalizio, per galvanizzare l’opinione pubblica locale e nazionale, come avvenuto da parte dell’orchestra dell’Opera di Roma; proposta purtroppo non seguita dall’orchestra Tito Schipa , che ha scelto in tale fase di avere un profilo basso;

l’azionariato popolare-comunale: un euro per abitante, versato da ogni comune del Salento leccese e brindisino (seguendo il buon esempio del comune di Lecce): insieme alla Provincia di Lecce (ed eventualmente dopo la soppressione delle province) i Comuni, insieme alla Regione, riavrebbero il controllo dell’orchestra; essa ripagherebbe con l’impegno di una capillare attività sull’intero territorio salentino;

la necessità di azzerare gli sprechi,finora enormi dell’ICO, nonché di costituire una sola ICO regionale per la gestione delle orchestre pubbliche presenti sul suo territorio;

sostegno anche dai privati,a iniziare dai singoli cittadini, fondazioni ed enti culturali: senza che ciò significhi privatizzazione; è opportuno coinvolgere la Banca popolare pugliese, che, per la storia e lo statuto, è legata con l’azionariato popolare al territorio.

Pertanto non possiamo che apprezzare la recente proposta del Presidente della Provincia di Lecce Gabellone, in sintonia con la nostra: sempre che essa non sia un appello generico ai cittadini, ma finalizzata a creare uno stabile azionariato popolare- comunale, che garantisca per anni, con il sostegno esterno dei privati, la vita dell’orchestra.

Siamo certi che in tale fase, anche in un confronto pieno con i membri dell’orchestra e i suoi responsabili (nonché con il Conservatorio e l’ Università) , emerga la necessità di ridefinire completamente l’assetto giuridico, preliminare per ridurre sprechi e costi (ICO, direttori esterni, biglietti gratis, privilegi vari), finora insostenibili e ingiustificabili per un orchestra di provincia, pur se altamente qualificata: essa avrebbe dovuto e deve attingere solo alle ricche risorse culturali del territorio, a partire dal Conservatorio, dalla Facoltà beni culturali, dall’Accademia belle arti. Distinti saluti

Lecce, 30 Dicembre 2014

Confederazione COBAS Lecce

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