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Il 15 ottobre una grande e pacifica manifestazione di popolo a Roma. La crisi va pagata da chi l’ha provocata

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Quando ieri Di Pietro, con incredibile leggerezza, ha affermato che se Berlusconi non se ne va “qui ci scappa il morto”, probabilmente pensava di immolare qualcuno dei suoi spingendolo a darsi fuoco, modello neo-bonzo, sotto Palazzo Chigi o Palazzo Grazioli. Ma oggi “Libero”, giornale-guida in ogni tipo di provocazioni, gira l’accusa di cercare il morto, pur di far cadere Berlusconi, agli organizzatori della manifestazione del 15 ottobre a Roma. 

Sono farneticazioni interessate: pur nella assoluta ripugnanza generale verso il governo Berlusconi, in Italia non c’è proprio nessuno/a disposto a versare una sola goccia di sangue per contribuire a portare al governo i Bersani o i Casini, i Montezemolo o le Marcegaglia, sapendo che applicherebbero le stesse orrende politiche liberiste di Berlusconi e Tremonti, continuando a far pagare la crisi ai settori sociali più deboli e indifesi e non a chi l’ha provocata. 
La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia attraverso le politiche anti-crisi dei governi finalizzate alla difesa dei profitti, dei settori forti della società, della speculazione finanziaria.
In Italia almeno un centinaio di organizzazioni, associazioni, sindacati, alleanze sociali, partiti, gruppi informali hanno costituito il Coordinamento 15 ottobre per mettersi al servizio della riuscita della manifestazione nazionale di Roma, che partirà alle 14 da Piazza della Repubblica. Il Coordinamento sta curando le caratteristiche , la logistica e l’organizzazione del corteo e ne definirà lo svolgimento. Il suo obiettivo è favorire la massima inclusione, convergenza, convivenza e cooperazione delle molteplici forze sociali, reti, organizzazioni ed energie individuali e collettive che vogliono impedire all’Italia e all’Europa di proseguire verso il baratro della distruzione sociale ed economica e che esigono un’altra economia, un’altra società, una democrazia vera, cominciando a far pagare la crisi a chi l’ha provocata.
Stiamo costruendo una manifestazione inclusiva, pacifica e plurale, di massa e di popolo, e invitiamo tutti/e a partecipare attivamente al corteo del 15 ottobre coinvolgendo le proprie comunità e strutture ed in particolare organizzando con treni, bus e auto private l’arrivo a Roma.
 Piero Bernocchi
Portavoce nazionale COBAS