La vicenda dei lavoratori ex collaudatori nella Pista di Nardò non trova soluzione

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Ennesima tappa tragicomica della vicenda dei lavoratori ex collaudatori nella Pista di Nardò. Come è noto il 18 ultimo scorso si è tenuto a Bari un tavolo con la task force regionale per l’occupazione. In quella sede dopo i soliti ipocriti  piagnistei della N.T.C. (ben supportati da cgil-cil-uil), per risolvere la vicenda degli ex collaudatori la stessa N.T.C. (anche in questo ben supportata da cgil-cisl-uil)aveva proposto un percorso francamente risibile fatto come al solito di precarietà ed altre cooperative, e sempre con il solito ricatto che solo chi rinuncia alla causa per il riconoscimento di rapporto diretto aveva qualche possibilità di qualche chiamata ogni tanto nei picchi di lavorazione. Nonostante ciò e con mille perplessità (ampiamente legittime come si capirà a breve) i lavoratori ex collaudatori decidono comunque di far proseguire il percorso e la trattative e di non rompere il tavolo. Il giorno dopo il colpo di teatro: i lavoratori diretti della N.T.C. vanno in blocco della produzione contro la ipotesi del rientro dei  lavoratori delle cooperative,  anche se solo per brevissimi periodi e sotto altra cooperativa! E’ evidente che non ci sono aggettivi per qualificare questo blocco. Come è altrettanto evidente quanto sia strumentale ed etero diretta questa sporca guerra fra poveri, dove addirittura chi è meno povero fa la guerra a chi è sul lastrico e soprattutto considerando che i lavoratori delle cooperative nella loro lotta mai hanno chiesto di togliere qualcosa ai lavoratori diretti per usufruirne loro, anzi hanno sempre richiesto che per i diretti venissero mantenuti tutti i diritti, e nel contempo rivendicavano per sé quelli che per anni gli erano stati negati. E’ palese anche che questa lotta (?????) è stata fomentata da cgil cisl-uil con il beneplacito della N.T.C. che è l’unica che ne beneficia: basta rileggere la storia di questa vicenda. Solo alcuni esempi. Come mai  i lavoratori diretti e cgil-cisl-uil non lottavano quando i lavoratori delle cooperative erano ipersfrutatti, sotto schiaffo occupazionale, con salari da fame e a ritmi disumani? Perché sono stati in silenzio quando sono stati fatti accordi ignobili con la N.T.C. e non tutti alla luce del sole (date strane assunzioni di familiari di sindacalisti) che di fatto buttavano sul lastrico i lavoratori delle cooperative? Come mai nell’incontro del 18 luglio la N.T.C. e cgil-cisl-uil parlavano la stessa lingua e chiedevano ai lavoratori delle cooperative solo ciò che interessa alla N.T.C. e cioè la rinuncia alle cause di lavoro e l’accettazione di qualche briciola di lavoro iper precaria?A questo punto è stato chiaro che il tavolo del 18 luglio è stata l’ennesima presa in giro nei confronti dei lavoratori delle cooperative e crediamo anche nei confronti della stessa task force. E’ palese che la vera riunione era già stata fatta in altri luoghi e quella del 18 era una semplice farsa che mirava esclusivamente a far accettare condizioni capestro ai lavoratori delle cooperative. E la guerra fra poveri scatenata il giorno dopo è un ulteriore mossa per mettere ancora più in un angolo questi lavoratori . E che dietro ci sia un tacito accordo fra N.T.C. e cgil-cisl-uil lo dimostra, ad esempio, il fatto che quando i lavoratori delle cooperative sono stati in presidio pacificissimo ed autorizzato (come gli organi di informazione hanno potuto verificare) presso la pista di Nardò, la N.T.C. mosse le sue altolocate amicizie politiche per far intervenire addirittura ufficiali dei Carabinieri, cosa esageratamente risibile considerando il presidio che tutti hanno visto, mentre i dipendenti diretti possono realmente bloccare tutto e tutti senza che nulla accada.A fronte di questo ennesima infamia si può immaginare quale rabbia sia montata fra i lavoratori delle cooperative. Del resto gli stessi, giustamente non fiduciosi, erano comunque rimasti in assemblea e mobilitazione permanente, ma dopo di ciò è evidente che di fronte a tanta barbarie il livello della lotta salirà, saranno ripresi da subito i presidi presso la Pista di Nardò e la settimana entrante si terrà una conferenza stampa di cui daremo comunicazione. E soprattutto ognuno, in particolare politica ed istituzioni non potranno continuare a tergiversare e dovranno prendersi tutte le responsabilità di quanto potrà accadere: la esasperazione è oltre ogni limite. I lavoratori potranno tornare solamente ad un tavolo degno di questo nome, tanto, nel frattempo, hanno la tragica consapevolezza, dopo un anno e mezzo di prese in giro, di teste sotto la sabbia e quant’altro, di non avere più nulla da perdere. Tocca ora alla politica e alle istituzioni agire concretamente in modo da far venire meno questa convinzione.

Per Cobas Lavoro Privato 

Confederazione Cobas

Salvatore Stasi Infoline: 3387043878