Le parole non servono: stabilizziamo i precari. Se non ora, quando?

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E' praticamente impossibile conoscere l'esatto numero dei precari nella Pubblica amministrazione, i precari sono 200 mila e forse più, non esistono dati precisi sulla precarietà nella Pubblica amministrazione le  poche cifre diffuse dal Governo sono ovviamente più basse. Tante/i sono i lavoratori e le lavoratrici precari/e, con contratti di ogni tipo: dal tempo determinato all'interinale, passando dalle collaborazioni e da incarichi di consulenza, applicando tutte le mostruosità previste dalla legislazione in materia di lavoro che hanno precarizzato l'occupazione e la vita di noi tutte/i.

Nel 2007 fu stabilizzata solo una parte di precari (con il requisito dei 3 anni a tempo determinato nei 5 anni antecedenti al 2007 e l'obbligo di superare un concorso, un criterio che ha lasciato fuori la stragrande maggioranza degli interessati); ma in questi sei anni  la Pubblica Amministrazione, tra decreto Brunetta e spending review (senza dimenticare il parziale blocco del turn over), ha fatto massiccio  ricorso al precariato per erogare servizi al cittadino, anzi senza i precari questi servizi non sarebbero stati proprio erogati.

Le priorità del Governo Letta non sono il lavoro e la stabilizzazione dei precari, basti guardare alla difesa della Legge Fornero. Contro l'Italia è stata aperta una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea proprio per abuso dei contratti di solidarietà, e un altro ricorso (quello sul testo 81/2008 in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro) è stato accolto a dimostrare che il nostro Paese lede i diritti dei lavoratori

Sono in corso incontri tra Aran, Governo e Cgil Cisl Uil, incontri dei quali lavoratrici/ori sanno poco o nulla, a conferma che i  sindacati cosiddetti rappresentativi giocano sulla nostra pelle, per loro i precari sono solo dei numeri spesso confusi.

L'obiettivo non può essere solo quello della proroga dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi (e il Governo in ogni caso dovrà trovare una adeguata copertura finanziaria senza togliere un euro alla Pubblica amministrazione e ai servizi, senza barattare qualche contratto a tempo con migliaia di esuberi come previsto dalla spending review); l'obiettivo è la mobilitazione (di tutti i lavoratori) per una stabilizzazione di massa dei precari, il superamento dei tetti di spesa in materia di personale nella Pubblica amministrazione, investimenti nella scuola, nella ricerca  e nei servizi sanitari, una dotazione organica costruita non secondo i parametri vigenti ma in base alle reali necessità dei servizi.

Dal 2007 ad oggi la spesa per i precari nella Pubblica amministrazione è diminuita di un terzo, la spesa complessiva per il lavoro pubblico ha subito tagli che si ripercuotono negativamente sui servizi, sul welfare, sulla cittadinanza.

Serve invertire la tendenza, abrogando Legge Brunetta e Spending review, costruire un percorso finalizzato a stabilizzare nel prossimo biennio i precari, rinnovare i contratti pubblici fermi a dicembre 2009.