Lo stato della sanità in ASL di Lecce

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Ogni giorno ci sentiamo rispondere dagli uffici Cup della ASL/Lecce, che prenotare una visita oculistica, una mammografia, o una risonanza c’è posto l’anno dopo.
Ce lo prenotano a distanza di 13-14 mesi e anche fra due anni. È cronaca di tutti i giorni in Italia, e in questa provincia.
Ma qual che è più odioso quando i dipendenti, degli Uffici Cup, ti dicono che c’è la possibilità di effettuare quelle visite o prestazioni strumentali, il giorno stesso ma in attività intra-moenia, pagando fior di quattrini.
Le liste d’attesa, sono uno dei mali storici della nostra sanità. Eppure il diritto a essere curati é stabilito dalla Costituzione.
Ed esiste una norma, quasi completamente sconosciuta alla gente, che garantisce condizioni ai pazienti di “saltare” le code infinite ed avere la possibilità di fare prevenzione o essere curati in tempo.
Né gli ospedali né le strutture pubbliche delle Asl ne danno comunicazione ai malati. Ma la legge c’è, ed è scritta in un decreto legislativo 29 aprile 1998 n.124.
Esiste un modulo, che chiedo ufficialmente la pubblicazione alla Gazzetta, che bisogna compilare e spedire anche, via fax, alla Direzione Generale della Asl Lecce, per chiedere la prestazione in regime di attività libero-professionale senza aggravio di spesa sul cittadino, ma bensì a carico della ASL.
Questo al fine di poter ottemperare a norma di legge alle “prestazioni di urgenza (entro 10 gg)”, così come richiesto dal medico di base e/o dallo specialista, rompendo le liste di attesa di mesi a cui siamo condannati dal servizio pubblico, che laddove non rispetti la prestazione “d’urgenza entro 10gg” dovrà farsi carico economicamente del rimborso totale al paziente che ha risolto l’urgenza con la sanità privata.

Maurizio Maccagnano sindacalista dissidente COBAS Lecce

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