Natuzzi: più che il coronavirus potè il digiuno

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Pur avendo il massimo della comprensione per il periodo d’emergenza e il conseguente rallentamento dell’economia mondiale, Cobas-Lp stigmatizza fermamente la scelta unilaterale della Natuzzi Spa di procrastinare il pagamento delle retribuzioni previsto per fine marzo, versando il dovuto in due tranche: l’acconto il prossimo 3 aprile e il saldo il 24.
Ad essere non corretta è soprattutto la modalità con cui è stata assunta tale decisione. Infatti, solo lo scorso 25 marzo è avvenuto un confronto (a distanza) tra sindacati e azienda, che ha portato alla sottoscrizione dell’accordo per la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria della durata di 9 settimane, causale Coronavirus. Nel corso dell’incontro, i rappresentanti della Natuzzi Spa non hanno fatto alcun cenno all’intenzione di ritardare il pagamento delle spettanze di marzo, salvo poi, una volta portata a casa la sottoscrizione del verbale di Cigo, comunicarlo agli interessati la sera antecedente la data di erogazione dei salari.
Cobas-Lavoro Privato, considerato il forte disagio che ha provocato la scelta aziendale tra i lavoratori (molti adesso più che il Coronavirus temono la mancata possibilità dell’assolvimento dei bisogni primari), ha convocato un’assemblea in teleconferenza per giovedì 2 aprile alle ore 10:00. L’O.S. ai lavoratori proporrà di rivendicare dall’azienda il saldo del dovuto entro e non oltre il 10 aprile p.v. (Venerdì santo) e raccoglierà tutti i suggerimenti in merito da parte dei partecipanti.

COBAS del Lavoro Privato – RSU Cobas-Lp/Natuzzi Spa

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