Ospedale San Giuseppe da Copertino, in agonia oramai da circa 6 anni.

0
0

Spett.le
Regione Puglia
c.a. Presidente Dott. Michele Emiliano
c.a. Assessore Sanità Dott. Pier Luigi Lopalco
c.a. Direttore Dipartimento Promozione della Salute Dott.Vito Montanaro

Spett.le
Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) Lecce
c.a. Direttore Generale Dott. Rollo
c.a. Direttore Sanitario Dott.Carlà

Spett.le
Presidio Ospedaliero San Giuseppe
c.a. Direttore Sanitario Dott. Franco Malerba

Spett.le
Comune di Copertino
c.a. Sindaco Prof.ssa Sandrina Schito
c.a. Consiglieri Comunale

Oggetto: Ospedale San Giuseppe da Copertino, in agonia oramai da circa 6 anni.

La scrivente O.S. Cobas Pubblico Impiego di Lecce, torna sull’argomento Ospedale San Giuseppe da Copertino, in agonia oramai da circa 6 anni.
Era un piccolo ospedale di periferia, discretamente gestito, con numeri importanti e sicuramente uno dei più efficienti della Puglia. Come ama dire qualche politico smemorato e bugiardo, ”un gioiellino”.
Oggi, gennaio 2021, con un nuovo Direttore Sanitario da 5 mesi ma con i soliti problemi di sempre, il presidio rimane lì, assopito e sottoutilizzato, con un immobilismo impressionante, vuoi per mancanza di uomini veri al comando, vuoi per tutti gli incapaci che attorniano i su citati, vuoi per completa latitanza politica, locale e regionale.
Si ha l’impressione, ancora una volta, che i responsabili succedutisi negli ultimi anni, al timone del San Giuseppe da Copertino, siano stati scelti con due obiettivi, far decadere al massimo l’attività della struttura e accontentare i sindacati accondiscendenti, che in cambio hanno piazzato le loro pedine, senza titoli specifici, nei posti gestionali di sub potere.
Obiettivo raggiunto, Ospedale al limite di galleggiamento, vari reparti chiusi, prospettive pessime.
In tutti questi intrighi di incapacità e favori, si sposta personale dal San Giuseppe da Copertino verso altri nosocomi, senza le giuste autorizzazioni, solo con il benestare del RAS di turno, senza che la Direzione Generale e di Presidio, esprimano alcun parere, se mai in grado di esprimerne alcuno.
Si lavora malissimo e con una disorganizzazione impressionante; in Direzione di presidio, centro nevralgico del disorientamento, possibilmente solo in straordinario (nel corso del 2020 monte ore esaurito prima dell’estate) o con progetti obiettivo; nel frattempo, per esempio, gli Infermieri di Sala Operatoria che nello scorso anno hanno effettuato turni aggiuntivi per poter effettuare più interventi chirurgici, su indicazione della Direzione, non si vedono riconosciuti i giusti emolumenti, poiché la Direzione, nel frattempo cambiata, non si assume la responsabilità di autorizzare i pagamenti. Il teatro dell’assurdo sarebbe più logico.
Ci chiediamo, tecnicamente, a cosa possa servire una Direzione che non si assume responsabilità; se ne potrebbe fare a meno, l’Ospedale funzionerebbe nello stesso modo. Eppure, è uno dei pochi primariati sopravvissuti al San Giuseppe; questo basta a spiegare il susseguirsi di inutili nocchieri. Questo della mancanza dei primari è un altro grosso problema di una ASL, Lecce centrica, che continua a lasciare tantissimi reparti di tutti i nosocomi, senza responsabili e puntando su figure improbabili, senza vere responsabilità, facili da manovrare.
Nei reparti medici, i sanitari resistono come possono, ma nel reparto di Geriatria sono rimasti solo 3 Medici e il reparto di Medicina, da cui a breve andrà in pensione il Facente funzioni, non è in condizioni molto migliori.
I reparti chirurgici, Ortopedia e Chirurgia Generale, sono appesi ad un filo debolissimo, e ai capricci dei soliti baroni.
Il Pronto Soccorso, ampiamente supportato dai vertici aziendali, continua a soffrire per carenza di personale, fatto amplificato dalla pandemia in corso.
Anche i reparti di Radiologia, Laboratorio analisi, Trasfusionale e Farmacia, sopravvivono più per la volontà dei singoli che per una sensata programmazione aziendale.
Gli ambulatori aperti, merce rara, funzionano, se funzionano, quasi solo in libera professione, questo costringe i pazienti ad utilizzare i Pronto Soccorso in maniera routinaria ; caso emblematico quello di Terapia del dolore, chiuso da quasi un anno, per capricci apicali, con i pazienti costretti a recarsi nell’unico ambulatorio sopravvissuto in provincia, con lunghe attese.
Succede poi, che una banca di Leverano, la BCC, abbia donato 200 mila euro per allestire un reparto di Terapia Intensiva, con strumenti all’avanguardia, già acquistati e installati; purtroppo con lo spostamento negli ultimi due anni, di 5 Anestesisti – Rianimatori verso altre strutture e per mancanza di volontà politica, si hanno ora i posti letto, ma non i medici idonei a far funzionare il reparto.
Tutta questa incredibile situazione si incastona in una struttura che, come tutte le altre del Salento, ad esclusione del DEA, mostra i segni del tempo, con pavimenti instabili e pericolosi, con servizi igienici inesistenti fuori dai reparti, ascensori seppur appena rivisti, insufficienti e di dimensioni ridicole, con le scale che si trasformano in cascate ad ogni pioggia, un blocco operatorio in cui piove dentro, il pavimento si stacca e il cui impianto di condizionamento è efficace a macchia di leopardo. Ma si continua solo ad imbellettare dove si può, senza alcuna programmazione o logicità.
Il tempo dell’agonia appare indefinito, ma la morte avverrà comunque, una volta svuotato l’Ospedale di persone, svuotato di funzioni, fatta abituare la popolazione, avverrà.
Il San Giuseppe chiuderà, basta solo aspettare.

Lecce, 14 Gennaio 2021

Confederazione Cobas Lecce
Cobas Pubblico Impiego
Dott. Giuseppe Pietro Mancarella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

+ 60 = 67