Pareggio di bilancio: arriva un organismo indipendente presso le Camere a supercontrollore sui conti.

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Il prossimo governo avrà un “cane da guardia” che vigilerà sui conti pubblici, un organismo indipendente che in certi casi potrà svolgere il ruolo di Procuratore davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, dove l'esecutivo dovrà difendersi. A prevederlo è la legge di attuazione della riforma che ha introdotto il pareggio di bilancio in costituzione, legge che porta a compimento gli impegni italiani presi con il Fiscal compact, e che dovrà essere approvato dalle Camere entro febbraio. Il testo è stato firmato anche dalle opposizioni, cioé Lega e Idv. L'organismo indipendente si chiamerà Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) ed è stato previsto dalla riforma costituzionale varata lo scorso aprile. Il modello è il Cbo del Congresso americano. Esso è un mezzo per dare maggiori garanzie sui conti pubblici ai partner europei e ai mercati. L'Ufficio, dice la legge, “opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione” ed è costituito da “tre membri di cui uno con funzioni di presidente”, nominati di intesa dai Presidenti di Camera e Senato, nell'ambito di dieci nomi “indicati” dalle Commissioni Bilancio delle due Camere a maggioranza di due terzi dei rispettivi componenti. I possibili candidati andranno scelti tra “persone di riconosciuta indipendenza e comprovata competenza”. I tre componenti dell'Upb resteranno in carica per sei anni. Il nuovo organismo, che avrà a disposizione del personale specializzato, “effettua analisi, verifiche e valutazioni” su tutte le fasi della formazione dei Conti pubblici, dalla programmazione alla rendicontazione, ivi compresi i suggerimenti in caso di manovra correttiva. La legge affronta il caso spinoso in cui le valutazioni dell'Upb siano “significativamente divergenti rispetto a quelle del Governo”.

Ebbene su richiesta di almeno un terzo dei componenti di una delle Commissione Bilancio di Camera o Senato (una garanzia anche per le opposizioni), il Governo “illustra i motivi per i quali ritiene di confermare le proprie valutazioni ovvero ritiene di conformarsi alle risultanze dell'attività dell'Ufficio”. Insomma si tratterà di una sorta di processo in cui l'Upb farà la parte del procuratore e le Commissioni Bilancio da giudice. La legge prevede anche che si può chiudere in deficit “esclusivamente in caso di eventi eccezionali”: vale a dire “periodi di grave recessione economica relativi anche all'area dell'euro o all'intera Unione europea”, oppure “eventi straordinari, al di fuori del controllo dello Stato, ivi inclusi quelli relativi alla difesa e alla sicurezza della Repubblica, nonché le gravi calamità naturali”. In tali casi, se il Governo vuole scostarsi “temporaneamente dall'obiettivo programmatico”, deve “sentire la Commissione europea”, e chiedere alle Camere una autorizzazione che deve essere votata “a maggioranza assoluta”. L'autorizzazione dovrà indicare “la misura e la durata dello scostamento nonché le finalità alle quali destinare le risorse disponibili” e dovrà definire il piano di rientro. Se poi il Governo presenta i conti in rosso anche in assenza di queste situazioni, dovrà “evidenziare l'entità e le cause” dello scostamento e “indicare contestualmente misure tali da assicurare, almeno a decorrere dall'esercizio finanziario successivo, il conseguimento” del pareggio di bilancio.