Più Stato in Natuzzi s.p.a.

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n questi ultimi giorni, da diverse parti sono state manifestate dimostrazioni d’interesse che sarebbe fisiologico e opportuno si incontrassero.
Una parte è rappresentata dal Governo italiano, tra cui vari suoi esponenti si sono lasciati andare in asserzioni come:
“l’assetto produttivo del Paese non diventerà un outlet per capitalisti stranieri”
“è necessario un intervento pubblico nel capitale delle imprese italiane”
“avanti con la costituzione di una nuova Iri”.
L’altra parte, viceversa, è rivestita dalla Natuzzi S.p.a che, causa la mancanza di liquidità per pagare il cedolino di Marzo ai suoi dipendenti, ha annunciato una ricapitalizzazione da 15 milioni di euro, utile a reperire nuove risorse economiche sul mercato.
Dunque, a questo, punto lo Stato italiano non lasci che azioni del valore complessivo pari ai suddetti 15 milioni di euro siano acquisiti da finanzieri esteri e avanzi subito la propria offerta all’industria di mobili imbottiti santermana. E’ evidente che le parti sopra citate dovrebbero raccogliere subito queste proposte, se le loro asserzioni non sono solo vacui annunci, ma serie intenzioni economico-politiche.
Per quanto riguarda la scrivente, essa, oltre ad esprimere ferme critiche quando l’azienda assume decisioni unilaterali in merito alla gestione di soldi non suoi, ma dei lavoratori e a considerare non corretto e antidemocratico confrontarsi solo con alcune OO.SS. impedendo agli iscritti Cobas-Lp di essere rappresentati ai tavoli negoziali, avanzerà sempre contro-proposte percorribili, costruttive e di semplice buon senso.

Cobas del Lavoro Privato
Rsu Cobas-Lp/Natuzzi Spa

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