Provincia di Lecce: continua l’assalto al magro stipendio dei dipendenti provinciali.

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Il 17 settembre, il dirigente al personale ha inviato una nota ai vari dirigenti di Servizio e di Settore con cui comunica che dal 1° ottobre al 31 dicembre 2012 non sarà più pagato il trattamento economico accessorio, ossia le varie indennità percepite a vario titolo da tutto il personale.

E’ necessario innanzitutto premettere che la RSU della Provincia ritiene che a pagare il “buco” di circa 800.000 euro non debbano assolutamente essere i lavoratori, che non hanno alcuna colpa,bensì i dirigenti che all’epoca apposero la propria firma sui vari atti che condussero alla sottoscrizione del contratto integrativo.

La RSU, inoltre, esprime dissenso e disapprovazione per l’inaccettabile comportamento dell’Amministrazione la quale, una volta ricevuto il parere della Ragioneria Generale dello Stato (che, tra l’altro, non ha alcun potere sanzionatorio), con cui si chiedeva la restituzione delle somme erogate ai dipendenti, NON HA CONFERITO IMMEDIATAMENTE MANDATO AD UN AVVOCATO, ESPERTO IN TALI QUESTIONI, AL FINE DI DIFENDERE I PROPRI DIPENDENTI, MANCANDO COSÌ DI COERENZA CON I CONTRATTI A SUO TEMPO CONDIVISI E SOTTOSCRITTI!

Per quanto concerne la mancata sottoscrizione del contratto integrativo, non è vero, come affermano i rappresentanti di Parte Pubblica, che la RSU e le O.O.S.S. non sono state propositive. Esse, infatti, hanno presentato alla delegazione trattante un ventaglio di proposte che avrebbero potuto evitare un ulteriore danno alle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori. Tasche, ricordiamolo, già svuotate dal blocco dei CCNL nazionali, dall’aumento incontrollato di tasse, imposte e costo della vita e, non ultimo, dall’imminente riduzione da 11 a 7 euro del valore dei buoni pasto spettanti per i rientri pomeridiani.

La verità è che, come si evince dai verbali della delegazione trattante, l’accordo non si è “chiuso” soprattutto perché R.S.U. ed O.O.S.S. hanno chiesto alla Parte Pubblica:

  • di innalzare il fondo del personale inglobando in esso il fondo per lo straordinario, da sempre appannaggio di pochi fortunati dipendenti;
  • di ridimensionare sensibilmente la somma da destinare alle posizioni organizzative ed alte professionalità, le quali, purtroppo, non sempre sono assegnate nel rispetto dei criteri previsti dall’apposito regolamento.

Questa operazione, se fosse andata in porto, avrebbe consentito di aumentare notevolmente il fondo del personale, limitando nettamente i danni della decurtazione chiesta dalla Ragioneria Generale dello Stato. Di fatto, malgrado la volontà della Parte sindacale, non è stato possibile concludere l’accordo che avrebbe portato alla sottoscrizione del contratto.

La RSU e tutte le O.O.S.S. territoriali hanno manifestato con forza il loro dissenso alla famigerata delibera 37/2012, che prevede il taglio delle indennità, giungendo a presentare ricorso al Capo dello Stato!

Ad onor di cronaca, si evidenzia che gli impegni assunti pubblicamente dall’Assessore nell’ultima assemblea del 20 luglio, relativi alla ricerca di una soluzione a tale problematica, a tutt’oggi non hanno prodotto esito alcuno

Proprio in tale assemblea, ricordiamolo, i lavoratori hanno dato mandato alla RSU di intraprendere azioni dimostrative nei confronti dell’amministrazione a tutela del loro salario.

Pertanto, la RSU e le OOSS territoriali unanimemente chiedono a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori della Provincia di Lecce di partecipare uniti ai sit-in ed alle varie iniziative che si renderanno necessarie.

La RSU della Provincia di Lecce