Provincia di Lecce: i controlli ambientali sono più utili prima a monte e poi a valle.

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I dati raccolti dall’Istat, dalla Lega Tumori e dall’Istituto Superiore di Sanità che evidenziano l’aumento di neoplasie nel Salento, non fanno dormire sonni tranquilli. Così come sottolineato anche dall’oncologo Serravezza, spesso si parla dell’impatto sull’ambiente salentino che ha la centrale Enel di Cerano oppure lo stabilimento Ilva di Taranto, ma si trascura di guardarsi intorno. L’aspetto che ci fa riflettere è che ci si sforza solo di andare a cercare gli effetti di tali dati, ma non si pensa di impegnarsi realmente e proficuamente affinché si evitino le cause che provocano detti risultati. La passata Amministrazione provinciale, guidata da Giovanni Pellegrino, con l’ausilio della Commissione Ambiente a suo tempo presieduta dal Consigliere Nicolino Sticchi, aveva posto le basi impegnando le relative risorse economiche, per realizzare il progetto di campionamento in continuo dei microinquinanti consistente nel monitorare continuamente “al camino” le emissioni degli opifici ad elevato rischio ambientale operanti nel territorio provinciale. Tale iniziativa aveva trovato l’assenso anche di un certo numero imprese interessate. Con l’avvento del presidente Gabellone alla guida della Provincia di Lecce, più volte il gruppo PD ha sollecitato lo stesso presidente ed il Consiglio provinciale a dare seguito al suddetto progetto. Si è sempre trovata la porta chiusa. Oltre alla ritrosia per le decisioni assunte al riguardo dalla maggioranza consiliare di centrodestra, il pensiero che ha suscitato in noi delusione è aver rilevato che nessuno di coloro che adesso invocano studi o quant’altro abbiano sollevato con forza la necessità di più assidui e pregnanti controlli. Qualche mese fa la Giunta provinciale ha deliberato di dare mandato ad un legale affinché, dopo un’accurata valutazione dei presupposti di diritto e di fatto individui ed intraprenda le azioni legali ritenute più idonee a garantire la tutela del diritto alla salute dei cittadini del territorio della provincia di Lecce che subiscono le ricadute ambientali e sanitarie relative alle emissioni della Centrale di Cerano e dell’ILVA di Taranto, nonché di intraprendere ulteriori azioni legali che dovessero scaturire dall’attività di controllo delle discariche ambientali presenti nella nostra provincia. Crediamo che non ci siano dubbi nell’asseverare il detto: “è meglio prevenire che curare”.         

 

                                                       Gruppo consiliare Partito Democratico    

                                                                    Cosimo Durante