Roma il 25 Aprile: il Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (A.N.P.I.) Polcaro, “il fascismo nacque come anti partito”

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“Il fascismo nacque come anti partito, mise insieme un coacervo di forze dietro idee politiche vaghe e confuse e ha fatto nascere una violenza e sentimenti negativi nella societa'”. Lo ha detto il presidente dell'Anpi Roma Vito Francesco Polcaro, alla manifestazione del 25 aprile, a chi gli chiedeva un commento sulla decisione del Movimento cinque stelle di Roma di non partecipare alle manifestazioni del 25 aprile con la motivazione che sono spesso state vetrine per i partiti.

“La questione e' che la Costituzione vede il partito come strumento per un esercizio costante della democrazia – osserva – essere contro i partiti a prescindere significa violare la Costituzione”.

Nessuna volonta' di paragonare il movimento 5 stelle al fascismo, assicura pero' Polcaro: “Ho solo citato una frase di Gramsci del 1921 sull'antipartito, chi vuole trarre le conclusioni le tragga”. Parlando dal palco poi, Polcaro ha invitato i presenti ad andare a votare per le comunali di Roma: “Avete il dovere di difendere il Paese dal fascismo, dal populismo e dal qualunquismo”, ha detto.

Straordinaria mobilitazione dell'Anpi in tutta Italia per la festa della liberazione.

“Il 25 aprile – si sottolinea in una nota – cade in un momento di gravissima crisi per il Paese: pesante instabilità economica, un livello occupazionale mai così basso, una situazione che costringe molte famiglie addirittura al livello della disperazione, uno scenario politico segnato da una devastante confusione, da una forte caduta di valori e infine da una diffusa rabbia sociale derivante da una pesante incertezza del futuro che spesso si traduce in atti e linguaggi di preoccupante violenza”.

“Il 25 aprile cade, quindi, a dettare un sentiero di profonda inversione di rotta e solida ricostruzione: diritti, partecipazione. Il sentiero della Costituzione – ancora oggi disapplicata e ignorata quando non avversata – unica garanzia di un Paese libero, civile e cosciente, un Paese, è il caso di dirlo e sottolinearlo, normale. La festa della Liberazione cade a liberarci dalla tentazione di tirarsi fuori, affidare il timone delle scelte e della guida pubblica alla casualità; a liberare il futuro da interessi personali e tentativi di riedizioni di pratiche e culture politiche che hanno mortificato, diviso e gettato nella disgregazione l'Italia. E' soprattutto un monito contro ogni forma di degenerazione morale e politica e contro ogni rischio di populismo e autoritarismo”.

“L'Italia – si rileva – ha bisogno di un governo democratico e stabile, di un Parlamento che funzioni nella serietà e nella trasparenza, di una politica “buona”, di organi di garanzia che fondino la loro autorevolezza  sul richiamo ai valori della Costituzione nata dalla Resistenza. Il 25 aprile è un grande richiamo alle cittadine e ai cittadini a tornare ad incontrarsi, riflettere insieme: in una parola a partecipare e ridare ossigeno a una democrazia sempre più calpestata. E un monito a chi ha il dovere costituzionale di amministrare e di garantire diritti: non sono più tollerabili condotte che non siano trasparenti e responsabili; non è più sostenibile una situazione di disuguaglianza, di incertezza e di precarietà”.

“Per tutto questo l'ANPI ha avviato una grande mobilitazione nel Paese: in tutte le province sono previste iniziative con la partecipazione delle Istituzioni. Segnaliamo, in particolare, la presenza della Presidente della Camera, On. Laura Boldrini, a Milano, del Presidente del Senato, Sen. Pietro Grasso, a Marzabotto e della Vice Presidente del Senato, Sen. ValeriaFedeli, a Reggio Calabria”.