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Sit-in di protesta a Bari Educatori e OSS dell’Integrazione scolastica del 21 Maggio 2021

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Spett.le
Regione Puglia
c.a. Presidente Dott.Michele Emiliano
c.a. Assessore Istruzione Dott. Sebastiano Leo
c.a. Assessore Welfare Dott.ssa Rosa Barone
c.a. Assessore Sanità Dott.Pier Luigi Lopalco
c.a. Task Force Dott.Leo Caroli

Spett.le
Prefettura di Lecce
c.a. Sua Eccellenza Dott.ssa Maria Rosa Trio


Oggetto: Sit-in di protesta a Bari Educatori e OSS dell’Integrazione scolastica del 21 Maggio 2021.

La scrivente O.S. Cobas Pubblico Impiego con nota prot.502 del 03/12/2021 ha dichiarato lo stato di agitazione dei dipendenti Operatori Socio Sanitari ed Educatori delle Cooperative che svolgono attività per gli Ambiti Territoriali del Salento e della Provincia di Lecce dell’Integrazione scolastica per le precarie condizioni lavorative.
Disagio inascoltato quello degli insegnanti, delle famiglie e soprattutto dei lavoratori dell’Integrazione scolastica Educatori ed Operatori Socio Sanitari.
Il sindacato Cobas nelle ultime settimane ha svolto una intensa attività a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della integrazione scolastica pugliese rivolta a migliorare una situazione a dir poco insostenibile per il numero di ore assegnate che vengono ridotte sempre più, dalle regole dettate dalle cooperative che tagliano i già miseri salari, con sospensione del lavoro che non viene retribuito durante i mesi estivi ed altro ancora.
La scrivente O.S. Cobas propone il superamento della gestione del servizio di integrazione scolastica da parte delle cooperative con la costituzione di una società pubblica, una società cosiddetta in house, che metta dentro tutte le diverse figure di sostegno presenti nella scuola.
Il 12 marzo 2021 si è svolto a Bari un sit-in di protesta con incatenamento simbolico davanti alla Presidenza della Regione Puglia come protesta per una sorta di “caporalato moderno” per stipendi che spesso non superano le 400 euro, con sospensione di contratti a tempo indeterminato, con l’assenza di ammortizzatori sociali nei mesi estivi.
Il Sindacato Cobas ha subito dopo incontrato il Presidente della Task Force Regionale sulla occupazione, Leo Caroli, al quale ha illustrato che l’accordo quadro ottenuto attraverso numerose proteste lo scorso anno per la provincia di Lecce durante i mesi estivi che migliorava un po’ le condizioni di lavoro non è stato trasformato in atti amministrativi ma è rimasto solamente una promessa di fine estate.
La piattaforma Cobas prevede la necessità di un superamento delle condizioni attuali attraverso la costituzione di una società in house e politiche regionali per un sostegno maggiore dei soggetti deboli interessati dalla integrazione scolastica.
Il Presidente Leo Caroli aveva mostrato particolare interesse per la proposta Cobas che parla dei lavoratori e delle persone svantaggiate oggetto del servizio, rimane amareggiato per la mancata attuazione dell’accordo quadro leccese realizzato con la task force lo scorso anno, apripista di un possibile miglioramento per i lavoratori di tutta la Regione Puglia.
Il Presidente Caroli pur rappresentando le difficoltà di attuazione della proposta di realizzare una società in house ammette che è sempre la Regione Puglia ad essere la protagonista assoluta del servizio erogando le sostanze economiche alle Province, alle ASL, ai Comuni e agli Ambiti, quindi in grado di poter dare un indirizzo alle stesse.
La Regione Puglia affidava la realizzazione di una ricognizione sul campo a due componenti della Task Force per rivedersi tra 20/30 giorni di nuovo in Regione e ad oggi dopo diverso tempo da quella data, dalla Task Force regionale nessuna risposta in merito.
Anche da parte dell’Assessore Sebastiano Leo, Assessore al Lavoro e all’Istruzione e dall’Assessore Rosa Barone, Assessore al Welfare, vige silenzio assoluto sulla vicenda dell’integrazione scolastica, pur sapendo che, con la chiusura delle scuole a breve, questi lavoratori resteranno senza neanche quel misero stipendio, ricevuto in modo altalenante durante il periodo scolastico.
E’ necessario un riconoscimento della figura professionale a 360 gradi, perché non è ammissibile nel 2021 percepire una retribuzione così offensiva in palese violazione della Costituzione e nello specifico dell’art.36 “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.
La possibilità di poter accedere all’internalizzazione del servizio di Integrazione scolastica, con il riconoscimento contrattuale adeguato, potrebbe donare quella condizione di serenità ed equilibrio, fondamentale per poter svolgere una professione d’aiuto così complicata e delicata, che porta ogni giorno a stare a stretto contatto con soggetti fragili aventi patologie gravi e gravissime.
In prima persona a farne le spese sono gli utenti, nello specifico minori con bisogni speciali che non hanno scelto le loro disabilità, ma si ritrovano ogni giorno a dover urlare e pretendere che gli venga riconosciuto un diritto: dovere morale e sociale di una società inclusiva quale si vanta di essere la nostra.
Tutto ciò è notevolmente discriminatorio nei confronti degli utenti che usufruiscono dello stesso servizio nelle stesse Scuole con Enti differenti ossia Ambiti e Provincia di Lecce, i quali beneficiano dei loro diritti in base alla loro posizione geografica, perché in alcuni ambiti vengono assegnate 24 ore settimanali, in altri 15 ore e addirittura negli Istituti d’Istruzione Secondaria Superiore dalle 12 alle 18 ore settimanali in base al numero di utenti assegnati.
In questo modo viene meno la tutela della legge n.104 del 5 febbraio 1992 nello specifico l’art.12 ribadisce che l’istruzione deve essere un diritto tutelato a partire dalla scuola materna fino all’università.
Alla luce dei fatti, si resta in attesa di risposte concrete e pertinenti dal Presidente della Regione Puglia e degli Assessori regionali competenti che possano ridare fiducia e serenità verso il futuro.
Si comunica che venerdì 21 maggio 2021 si terrà un sit-in di protesta vicino la sede della Presidenza della Regione Puglia dell’intera Integrazione Scolastica cioè degli Operatori Socio Sanitari di tutti gli Ambiti Territoriali in servizio presso le scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie oltre ad Operatori Socio Sanitari ed Educatori in servizio presso le scuole superiori delle Province, per rivendicare le risposte che la Regione Puglia non ha ancora dato e per chiedere che questa situazione venga al più presto risolta allentando dalla morsa delle cooperative questo servizio imprescindibile per i portatori di handicap nelle scuole e per questi lavoratori.
Durante la protesta del 21 maggio 2021 verrà chiesto che per i mesi a venire, la Regione Puglia si adoperi subito a far partecipare i dipendenti del servizio di integrazione scolastica al piano estivo adottato dal Governo su base nazionale, affinché questi lavoratori possano lavorare e continuare a percepire uno stipendio dignitoso anche nei mesi estivi.
Una integrazione scolastica di qualità è una questione di civiltà!

Lecce, 15 Maggio 2021

Confederazione Cobas Puglia
Roberto Aprile
Giuseppe Pietro Mancarella