sit-in di protesta a Copertino via Casole per OSS ed Educatori dell’integrazione scolastica e Ospedale San Giuseppe di Copertino ore 18 del 07 agosto 2020

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La scrivente Organizzazione Sindacale Cobas ha comunicato alla Questura di Lecce che il giorno venerdì 7 agosto si terrà un sit-in di protesta a Copertino in via Casole dalle ore 18,00 alle ore 21 nei pressi del Centro Aperto Polivalente per Minori “Gianmarco Sori” per avere risposte certe per il futuro di tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’Integrazione scolastica della Provincia di Lecce.
In seguito ai sit-in avvenuti a Bari in data 30 Giugno 2020, il 22 Luglio davanti alla Presidenza della Regione Puglia e successivamente il 29 Luglio c/o il Dea dell’Ospedale Vito Fazzi a Lecce, il Personale (OSS ed Educatori) del Servizio di Integrazione Scolastica della Provincia di Lecce in favore degli alunni disabili gravi e gravissimi, chiede un maggior riconoscimento del proprio profilo professionale, delle proprie competenze e della posizione contrattuale.
Gli Operatori Socio Sanitari con certificazione professionale e gli Educatori con laurea e specializzazioni, seppur nel proprio ambito di competenza, operano quotidianamente in prima linea al fine di garantire l’inclusione, il supporto all’autonomia personale, alla relazione e alla socializzazione degli alunni disabili gravi nel contesto scolastico.
Per alcuni di questi Operatori, l’accesso al Servizio di Integrazione Scolastica avvenne a partire dal 2011, quando la Provincia di Lecce emanò un Avviso Pubblico per titoli e per colloquio, rivolto ad entrambe le figure professionali
Ne conseguirono due graduatorie distinte per profilo, in base alle quali venivano affidati gli incarichi nei vari Istituti Superiori della Provincia di Lecce.
L’ultimo Avviso Pubblico risale al 2014; fin quando la Provincia di Lecce non decise di privatizzare il Servizio alla Cooperativa Sociale vincitrice.
In questo modo, si è assistito all’ennesimo livellamento delle professionalità tra i precedenti Operatori e quello delle figure neoassunte, senza poter far un distinguo; perché questo prevede il sistema delle Cooperative Sociali e il loro tariffario basato sull’appiattimento dei meriti e titoli.
La situazione è divenuta ancor più grave quando a livello contrattuale, pur trattandosi di un part-time, si è giunti a prestare servizio tra le 12 (in questo caso vennero penalizzati maggiormente gli OSS) e le 18 ore lavorative settimanali, continuando comunque ad assumere personale nel corso degli anni.
Per quanto riguarda invece l’intervento Educativo degli Operatori, è stato assegnato nel rispetto del rapporto 1.1 per un monte ore settimanale di 9 ore (2 utenti 18 ore)
Si rende noto, che tale Servizio non è mai iniziato di pari passo con il primo giorno di frequenza scolastica, come di fatto dovrebbe avvenire; bensì nelle prime settimane del mese di Ottobre o addirittura Novembre.
Ragion per cui alcuni genitori degli alunni si sono rivolti alla stampa, nel corso degli anni, per denunciare questo grave Disservizio.
Per non parlare, poi, di tutte le volte in cui gli Operatori devono raggiungere gli Istituti lontano dalla propria residenza, senza vedersi riconosciuto almeno un rimborso trasferta sul già esiguo stipendio.
Ma ciò che quest’anno ha leso ancor di più la dignità umana e lavorativa, è stato il dover sottoscrivere, per molti operatori, un contratto indeterminato ciclico:
– senza poter essere impiegati in un lavoro estivo;
– senza un riconoscimento contributivo;
– senza poter percepire una disoccupazione, come valeva negli anni precedenti; trattandosi di contratti determinati.
Per questo motivo, si chiede a voce alta un riconoscimento della figura professionale a 360 gradi, perché non è ammissibile nel 2020 percepire una retribuzione così offensiva.
La possibilità di poter accedere all’internalizzazione, con il riconoscimento contrattuale adeguato, potrebbe donare quella condizione di serenità ed equilibrio, fondamentale per poter svolgere una professione d’aiuto così complicata e delicata, che porta ogni giorno a stare a stretto contatto con soggetti fragili aventi patologie gravi e gravissime.
A maggior ragione, si chiede un ulteriore riconoscimento previdenziale ai fini pensionistici rientrante nei lavori usuranti e logoranti per entrambe le figure operanti in questo settore.
Inoltre, facendo seguito al tavolo tecnico tenutosi in data lunedì 13, con le varie sigle sindacali e successivamente all’incontro interno tenutosi in data 4 Agosto u.s. tra la Regione Puglia e l’ARESS si fa presente che ad oggi non si è giunti ad alcuna risoluzione oggettiva.
Pertanto, gli Operatori del Servizio d’Integrazione Scolastica della Provincia di Lecce, si incontreranno a Copertino il 7 Agosto 2020 per un altro sit-in di protesta affinché vengano riconosciuti i loro diritti.
Gli Operatori del Servizio d’Integrazione Scolastica della Provincia di Lecce che operano nelle scuole d’infanzia, scuole primarie di primo e secondo grado e negli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore chiedono a gran voce dignità lavorativa e migliori servizi per lo studente-cittadino chiedendo l’Internalizzazione di tutto il personale interessato.

“Una vergogna, l’ennesimo appalto”. L’unico strumento che ci è dato per la tutela dei lavoratori impiegati e la clausola sociale, a garanzia del proprietario riassorbimento del lavoratore nei casi di cambio dell’appaltatore. In questi mesi, la condizione economica dei lavoratori è precipitata, perché non usufruiscono di nessun ammortizzatore sociale, per via dei contratti con sospensione nei mesi estivi.

Nonostante incontri istituzionali con il presidente Emiliano, assessore Sebastiano Leo, Dott. Campobasso, dirigente generale ASL Lecce Rodolfo Rollo, tavolo tecnico 13 luglio, dove si chiedeva l’internazionalizzazione del servizio.

L’amara sorpresa arriva dall’ambito di Nardò, con deliberazione della giunta regionale 12 giugno 2018 n. 996, dell’ A.D. n. 147 del 29 giugno 2018.

Il punto più vergognoso è l’art. 4 del capitolato che recita: “In caso di assenza dell’alunno, all’operatore viene riconosciuta la prima giornata di assenza non preavvisata. In caso di malattia o assenza prolungata il servizio verrà sospeso sino a rientro dell’alunno”.

Tutto ciò va a contrastare le promesse espresse dall’Assessore Sebastiano Leo in data 13 luglio, a Taviano, in presenza di genitori con a carico minori disabili. Sempre l’assessore Leo, sosteneva che proprio per la delicatezza del servizio, si dovrebbe garantire all’alunno anche le 40 ore e in particolare internalizzare il servizio integrazione scolastica per garantire maggiore efficienza e qualità, non solo agli alunni ma anche ai lavoratori.


Al Presidente della Regione Puglia Emiliano chiederemo informazioni sul futuro dell’Ospedale San Giuseppe di Copertino per capire quando riprenderà in pieno l’attività sanitaria.
Il sindacato Cobas continuerà la lotta a difesa dell’Ospedale San Giuseppe di Copertino come ha sempre fatto negli ultimi anni.
Lecce, 06 Agosto 2020

Confederazione Cobas Salento
Roberto Aprile
Dott. Giuseppe Pietro Mancarella

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