Storia di un “grande politico” del PD Graziano Delrio che porta molta sfortuna agli italiani.

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Con la “Riforma Delrio” questo politico ha avuto la geniale idea di togliere i soldi alle Province italiane che poi il successivo referendum costituzionale del 4 Dicembre 2016 voleva cancellare e che il popolo italiano ha respinto con il 60% dei NO!!.
1) La valanga di Rigopiano è stata un evento verificatosi il 18 gennaio 2017 presso l’omonima località situata nel comune di Farindola, in Abruzzo. La slavina, distaccatasi da una cresta sovrastante, ha investito l’albergo Rigopiano-Gran Sasso Resort, causando 29 vittime.
Grazie allo svuotamento delle casse alle Province italiane dall’ On. Graziano Delrio e Matteo Renzi non ci stavano le risorse economiche per la manutenzione della turbina spazzaneve per liberare la strada dalla neve e salvare tutti gli ospiti dell’Hotel.
2) I ponti Crollati sulle strade statali e provinciali, per le scelte politiche scellerate del Ministro Graziano Delrio.
9 marzo 2017. Il crollo del cavalcavia sull’A14 fra Loreto e Ancona provoca due morti e due feriti, coinvolgendo le automobili sottostanti.
18 aprile 2017. Crolla un viadotto della tangenziale di Fossano, in provincia di Cuneo. La struttura era stata realizzata negli anni Novanta e inaugurata nel 2000. Solo per un caso non ci sono state vittime: sopra non stava passando nessuno.
23 gennaio 2017. Crolla un ponte in Calabria, il Fiumara Allaro, fortunatamente non c’è nessuna vittima.
28 ottobre 2016. Crolla il cavalcavia di Annone, in provincia di Lecco, che passa sopra la “Valassina”, la SS 36 che collega Milano all’alta Brianza. Il ponte cede a causa del passaggio di un tir da oltre 108 tonnellate che trasporta bobine di acciaio: schiaccia l’Audi di Claudio Bertini, 68 anni, che perde la vita.
10 aprile 2015. A causa di una frana provocata dal maltempo, crolla un pilone del viadotto Himera sull’Autostrada A19 Palermo-Catania. Non vi furono feriti.
25 dicembre 2014. Cede il viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento. Era stato inaugurato il 23 dicembre. Questo incidente non ha coinvolto automezzi e non ha causato danni alle persone.
7 luglio 2014 . Crolla un tratto del viadotto Petrulla, sulla strada statale 626 tra Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento. Quattro persone, tra le quali una donna incinta, rimangono lievemente ferite.
18 novembre 2013. In Sardegna si abbatte una forte alluvione che provoca il crollo di un ponte sulla strada provinciale Oliena-Dorgali. Un agente di polizia muore e tre suoi colleghi restano feriti.
22 ottobre 2013. A causa di un nubifragio, nella notte tra il crolla il ponte a Carasco, in Liguria, sul torrente Strula. Le vittime sono due.

 

3) Nel curriculum politico dell’On. Graziano Delrio abbiamo anche il crollo del Ponte Morandi di Genova, perché lo stato critico del Ponte Morandi di Genova, crollato con un elevato numero di vittime attualmente n.37 non è nuova all’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio nella quale era evidente la situazione allarmante per il viadotto del capoluogo ligure.
Nel documento parlamentare si legge “stante la richiesta di proroga della concessione se la Società Autostrade ritiene di mettere a norma di sicurezza, secondo gli standard europei, la rete autostradale ligure, con particolare riguardo proprio al tratto tra Voltri e Genova che comprende l’uscita per l’Aeroporto e il Ponte Morandi ad oggi fuori dalle normative comunitarie così come altre parti delle autostrade liguri”.
E ancora: “Il dettaglio della attuale situazione dei lavori di messa in sicurezza del Ponte Morandi, gli interventi che ancora devono essere realizzati, se gli interventi saranno tali da comportare gravi disagi alla circolazione della città e la tempistica di fine lavori”.
Sempre nell’interrogazione si legge “Se corrisponda al vero che il Ponte Morandi, viste le attuali condizioni di criticità, potrebbe venir chiuso, almeno al traffico pesante, entro pochi anni gettando la città nel totale caos”.
Insomma, più di due anni fa la situazione critica del ponte Morandi era nota, anche a livello ministeriale.

Il testo delle interrogazioni parlamentari dell’ex senatore Maurizio Rossi, eletto nel 2013 in Parlamento con Scelta civica, che aveva avvertito per ben due volte, nel 2015 e nel 2016 dei problemi di sicurezza del ponte Morandi, crollato oggi a Genova uccidendo almeno 37 persone.
Prima interrogazione parlamentare.
In una interrogazione del 20 ottobre 2015 rivolta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, Rossi scriveva: «Premesso che dal punto di vista dei collegamenti, i liguri vivono quotidianamente una situazione di grave disagio, tanto da ravvisare una vera e propria emergenza trasporti; molti tratti autostradali liguri non sono conformi alle normative di sicurezza europee e, nelle ore di punta, si verificano continuamente code di decine di chilometri, rallentamenti e numerosi incidenti che bloccano l’area intorno a Genova; le tariffe su tali tratti sono fra le più elevate del Paese». Poi aggiungeva: «Sul nodo autostradale di Genova è noto il grave problema del ponte Morandi che attraversa la città e del quale non si conosce la sicurezza nel tempo. Risulta pertanto indispensabile procedere con sollecitudine a cantierare il progetto denominato “gronda di Genova” per il quale la società Autostrade ha già in cassa le risorse necessarie per iniziare i lavori derivanti dagli aumenti tariffari concordati in cambio della concessione ottenuta».
Seconda interrogazione parlamentare.
Poi il 28 aprile del 2016 Rossi tornava alla carica con una nuova interrogazione, sempre al ministro Delrio: «Il viadotto Polcevera dell’autostrada A10, chiamato ponte Morandi, è un’imponente realizzazione lunga 1.182 metri, costituita su 3 piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza che collega l’autostrada Genova-Milano al tratto Genova-Ventimiglia, attraversando la città sulla val Polcevera – affermava il senatore – recentemente, il ponte è stato oggetto di un preoccupante cedimento dei giunti che hanno reso necessaria un’opera straordinaria di manutenzione senza la quale è concreto il rischio di una sua chiusura». Rossi chiedeva quindi al ministro Delrio «quale sia in dettaglio l’attuale situazione dei lavori di messa in sicurezza del ponte Morandi, quali siano gli interventi che ancora devono essere realizzati e se gli interventi saranno tali da comportare gravi disagi alla circolazione della città e quale sia la tempistica di fine lavori». In fine chiedeva «se corrisponda al vero che il ponte Morandi, viste le attuali condizioni di criticità, potrebbe venir chiuso almeno al traffico pesante, entro pochi anni, gettando la città nel totale caos».
On.Graziano Delrio la storia ha già dato un giudizio negativo sul tuo operato politico, vai a casa grazie!!

 

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