Un altro processo per Bobo Aprile, sindacalista dei Cobas Brindisi.

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Un altro processo per Bobo Aprile, sindacalista dei Cobas Brindisi.
Il Sindacato Cobas denuncia la persecuzione giudiziaria nei confronti del nostro sindacalista Bobo Aprile che è stato raggiunto da una comunicazione di conclusione delle indagini preliminari del PM Pierpaolo Montanaro per un episodio accaduto davanti la Prefettura di Brindisi il 9 Aprile 2018 in occasione di un incontro per la Santa Teresa.
Viene accusato dell’articolo 337 c.p., pena prevista da 6 mesi a 5 anni, per aver usato violenza nei confronti dell’Assistente capo Settembrini Francesco, in servizio presso la Questura di Brindisi, per opporsi nei suoi confronti, mentre compiva un atto d’ufficio, in particolare, lo spingeva energicamente allo scopo di forzare il blocco disposto per impedire l’accesso alla sala riunioni della Prefettura di Brindisi, ove si stava tenendo un incontro.
Con recidiva specifica ed infraquinquennale: così meticolosamente riporta il PM Pierpaolo Montanaro nella comunicazione che ha ricevuto Bobo Aprile; lo stesso PM del processo e arresto di disoccupati brindisini per una protesta davanti ai cancelli della azienda Monteco che in quel periodo curava la raccolta dei rifiuti urbani a Brindisi.
Che si tratti di un accanimento giudiziario lo si può vedere tranquillamente dal filmato di quei momenti davanti la Prefettura di Brindisi realizzato di Telebrindisitv .
Si vede chiaramente che non c’è stato alcun tentativo di forzare il blocco e che a spingere è stato proprio il poliziotto Settembrini nei confronti di Bobo Aprile.
Nel filmato si vede certamente un Bobo Aprile non proprio tranquillo e cerchiamo di spiegarne il perchè.
Da anni il Sindacato Cobas segue le disavventure dei lavoratori della Santa Teresa per i tanti guai caduti sulla loro testa dovuti alla legge Del Rio che chiudeva le province e al taglio continuo al finanziamento alle stesse da parte del Governo Renzi.
In modo particolare negli ultimi mesi era nato il problema del mancato rinnovo della cassa integrazione in deroga da parte del ministero dell’economia.
Il rinnovo della cassa integrazione è stata poi ottenuta faticosamente con un apposito decreto legge; risultato raggiunto grazie soprattutto alle lotte dei lavoratori della Santa Teresa insieme a quelli dell’Alba Service, società in house della Provincia di Lecce, con il sindacato Cobas affianco.
Una situazione veramente disperata che il Sindacato Cobas ha seguito giorno per giorno, riuscendo ad ottenere qualche risultato.
Questa premessa serve per capire lo stato d’animo dei lavoratori della Santa Teresa di quei giorni che erano senza cassa integrazione e senza aver fatto un giorno di lavoro dall’inizio dell’anno.
Per ottenere quel giorno la riunione in Prefettura alla presenza della Regione Puglia i lavoratori in lotta avevano dato l’anima per mesi.
In quella occasione all’ultimo momento si scopre però che la riunione per la vertenza Santa Teresa alla presenza della Regione si svolgerà separata, Cgil-Cisl-Uil prima e Cobas dopo.
Cgil, Cisl, Uil, avevano chiesto al Prefetto di non sedersi con il Cobas ottenendo all’ultimo momento la separazione del tavolo istituzionale; addirittura al nostro arrivo in Piazza Santa Teresa erano già riuniti.
I lavoratori protestano perché le riunioni da sempre e fino a quel momento erano state fatte unitarie, così come era normale dovessero essere.
Il Sindacato Cobas vuole spiegazioni e chiede attraverso i responsabili della polizia che qualcuno della Prefettura scenda a dire cosa stava avvenendo.
Bobo Aprile chiama in Questura e parla con il Questore Masciopinto a cui chiede di intervenire per palese incapacità dalle forze dell’ordine presenti di gestire una situazione così delicata.
I fatti accaduti sono maturati soprattutto per la manifesta arroganza di Cgil-Cisl-Uil che ha raggiunto ormai livelli incredibili.
Preferiscono dividere i lavoratori, scegliendo consapevolmente di indebolire il fronte e le possibili soluzioni ai problemi dei lavoratori.
Il Sindacato Cobas affronterà questo processo a testa alta contro quelle che ritiene azioni punitive eccessive da parte di polizia e magistratura, azioni che assomigliano sempre più ad abusi di potere.
A Cgil-Cisl-Uil diciamo solo che la loro arroganza è sempre più ben compresa ogni giorno dai lavoratori che in misura sempre più numerosa li abbandonano e aderiscono ai sindacati di base.
L’unica cosa che sanno dire …il Cobas non ha i nostri diritti.
Bene , cambiamo la legge ingiusta che gli permette di realizzare abusi come questi.
Le divisioni servono solo alle controparti dei lavoratori…..ma forse è proprio questo che vogliono.
Il Sindacato Cobas da solo o in compagnia continuerà a fare quello che fa ogni giorni , che è quello di stare affianco ai lavoratori e alla gente umile.
Brindisi 24 Giugno 2018
Per il Cobas Roberto Aprile

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