Unione dei comuni tra bluff e riorganizzazione del sistema di potere sulle ceneri dello stato sociale

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Il governo ha presentato un disegno di legge  su città metropolitane, unione dei comuni e province e gettata la maschera sapremo cosa intende fare sulla riforma delle autonomie locali Una precisa strategia di potere, quella di trasformare le Unioni in strumento privilegiato per la gestire le funzioni comunali e con cui procedere alla distruzione sistematica dello stato sociale in nome della “governabilità” .

Niente dunque è lasciato al caso!  I processi di costituzione delle Unioni nascondono anche l’ intento di allontanare i cittadini dall’ interesse per la cosa pubblica azzerando ogni forma di democrazia partecipativa,  soprattutto in quelle forme strutturate con l’ impegno di comitati, associazioni e che potevano contribuire a  creare nuove forme di rappresentanza politica.

Far perdere identità alle comunità locali significa recidere ogni legame solidale che si instaura in un territorio e allo stesso tempo “neutralizzare ogni potenziale conflitto”, del resto più il luogo in cui si decide dei servizi che influiscono sulla vita delle persone è lontano dai bisogni delle comunità, più cittadine/cittadini vengono considerati sudditi e sempre meno titolari di diritti.

Ne è l’ esempio lampante di come è stato usato negli ultimi anni lo spettro del “patto di stabilità”, quale meccanismo perverso per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica.

Orbene, dopo aver strumentalmente creato difficoltà funzionali a tanti Comuni, e soprattutto per chi vi opera e vi lavora, per il clima di incertezza operativa, occupazionale e salariale nel frattempo determinatosi, oggi improvvisamente, con la riforma presentata, gli equilibri di bilancio e il patto di stabilità sembrano non rappresentare più un problema.

Il governo ha infatti deciso così! Unione di Comuni utili a liberarsi del patto di stabilità?

Ecco l’ ennesimo raggiro, per cui è meglio liberare il campo da  equivoci di fondo perché per tutto questo si paga un prezzo in termini di democrazia.

Questo disegno di legge si prefigge infatti almeno 4 obiettivi ( pericolosi):

-ridurre la spesa per servizi pubblicierogati dagli enti in concomitanza con la riduzione dei diritti a cui conseguirà una drastica diminuzione del personale (alle dipendenze dirette dalla pubblica amministrazione e in appalto);

produrre l’ennesima riforma costituzionale di fatto, rendendo obbligatorio ridefinire un nuovo assetto degli enti locali, con lo stato che trasferisce a questi ultimi il compito di riscuotere alcune tasse per servizi che fino ad oggi erano erogati a tutti e in forma pressoché gratuita ( la Tares ne è il primo esempio);

ristrutturazione dei poteri locali ( di fatto potrebbe scomparire ogni gestione dei servizi nei comuni sotto 5000 abitanti) con aumento dei poteri delle unioni dei comuni e di fatto di organi decisionali esecutivi non eletti dai cittadini;

utilizzare l’ esonero dal rispetto dei patti di stabilità per i comuni che si associano nelle Unioni, o i contributi erogati direttamente e indirettamente per agevolare simili processi ( contributi regionali, maggiori trasferimenti dello Stato), per ristabilire un controllo centralistico forte a discapito di ogni forma di autonomia locale.

Gradualmente scompariranno i comuni, fagocitati di fatto all’ interno delle unioni o delle città metropolitane, svuotati nel tentativo della politica di salvare comunque i ruoli e gli spazi di potere.!

Per questI motivI vogliamo aprire un canale di CONFRONTO, inizialepunto di partenza da “allargare sul territorio” per rappresentare tutti coloro che perdendo lavoro, diritti, tutele, salario, servizi non hanno più certezze, e sfiduciati stanno a casa.

Non si tratta  soltanto dell’ennesimo argine a difesa dei beni comuni, materiali, ambientali e sociali , ma anche e soprattutto di un percorso di lotte e proposte per una fuoriuscita da questa crisi che è basata sulla cancellazione dei diritti e delle forme di cittadinanza attiva.

E’ il momento di reagire nei confronti di chi con tagli e austerità, associati a fusioni e unioni di comuni, tende solo ad azzerare gli spazi di democrazia e di fatto la capacità di resistere aprendo conflitti e vertenze.

 

COBAS PUBBLICO IMPIEGO