ALMAVIVA CONTACT di Roma (EX ATESIA): cassa integrazione a Roma, assunzioni al Sud! Presidio Martedì 4 Settembre dalle ore 10:00 davanti al X Municipio Piazza di Cinecittà,11 Roma

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Il 28 agosto 2012 l’azienda Almaviva Contact società di call center ha avviato le procedure di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per tutti i 632 dipendenti della sede di Via Lamaro a Roma con durata prevedibile di 12 mesi.

Questo ammortizzatore sociale viene richiesto dall’azienda per una “cessazione di attività” inesistente: infatti le commesse attualmente gestite dalla sede di via Lamaro, verranno spostate al sud. Nella neonata sede di Rende (CS), oltre all'attuale utilizzo di contratti precari, è già previsto un piano di assunzioni per centinaia di lavoratori, i qualiverranno adibiti al servizio TIM 119, quest'ultimo attualmente gestito da quei lavoratori di Roma che l'azienda vuole mettere in CGIS. Almaviva Contact negli ultimi due anni ha assunto circa 1200 persone nelle varie sedi del sud (Catania e Napoli) con contratto a tempo indeterminato, usufruendo dei vari incentivi pubblici previsti dall'attuale normativa.

Consideriamo questa crisi dichiarata del tutto strumentale al trasferimento della produzione al sud, dove il costo del lavoro risulta molto più basso a causa dei vari incentivi e sgravi fiscali/contributivi previsti dall’attuale normativa (L. 407/90, legge 488/92) e ai vari fondi regionali all’occupazione elargiti dagli enti locali (POR), dei quali le aziende usufruiscono. In breve, da una parte l’azienda apre nuove sedi e assume nel mezzogiorno incassando soldi pubblici, dall’altro scarica il costo sociale di centinaia di lavoratori sulla collettività accedendo agli ammortizzatori sociali, a maggio 2011 con la procedura di Cassa Integrazione Ordinaria, a marzo 2012 con 2174 Contratti di Solidarietà, oggi con la CIGS per 632 lavoratori.

Seguendo una logica finalizzata esclusivamente al massimo profitto, Almaviva Contact manda in rovina centinaia di lavoratori che nel non lontano 2007, a seguito della “falsa stabilizzazione” prevista dalla finanziaria del 2006 dell’allora Governo Prodi, firmarono una liberatoria rinunciando al pregresso per ottenere in cambio un contratto part-time a 20 ore settimanali, con una retribuzione di circa 650 euro. Dopo aver usufruito per alcuni anni degli incentivi previsti dalla legge, l’azienda cerca di liberarsi di buona parte di questi lavoratori.

A riprova del suo cinismo e noncurante delle drammatiche conseguenze sociali del provvedimento da lei avviato e malgrado la totale fungibilità dei lavoratori che svolgono attività di call center, Almaviva Contact nella lettera di avvio delle procedure della CIGS, non ha intenzione né di applicare il meccanismo della rotazione, né di utilizzare criteri oggettivi per individuare i lavoratori da mettere in CIGS!

Per difendere il posto di lavoro e per reclamare il diritto ad un lavoro stabile, I LAVORATORI DI ALMAVIVA CONTACT DI ROMA SARANNO IN PRESIDIO MARTEDI’ 4 SETTEMBRE ORE 10:00 DAVANTI AL X MUNICIPIO – Piazza Di Cinecittà N.11 A ROMA. Esprimeranno in questa prima iniziativa la loro rabbia contro un'azienda che, con il pretesto della crisi, tenta di liberarsi di lavoratori ritenuti “troppo costosi”, mentre continua ad assumere beneficiando di soldi pubblici, a delocalizzare al sud e aumentare i suoi profitti ai danni della collettività e dei lavoratori.

COBAS Almaviva Contact di Roma