La fede nella politica turistica regionale pugliese

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L' Assessorato Regionale al Turismo pugliese ha presentato un nuovo piano promozionale, basato sul censimento e sulla pubblicizzazione in rete con una Guida delle feste patronali. L'iniziativa però non fuga perplessità, anche di merito, sulla sua utilità. Le ricorrenze religiose, pur riproposte in modo sfarzoso quanto stantio, non coinvolgono più centralmente le comunità locali.

Molte di queste poi celebrate nel periodo estivo restano attrattive anche per i turisti per le sagre ed i concerti che l'accompagnano.  Alcune poi registrano risonanza, grazie ad una  operazione che, ampliando  le peculiarità folkloristiche,  puntano ad accreditare come “tradizione”, eventi non fededegni. 

E' il caso della “Focara” a Novoli, dove per la festa dedicata a S.Antonio Abate si dà fuoco ad una montagna di fascine, pratica un tempo diffusa ovunque anche in omaggio a  san Giuseppe. A Novoli,  per tradizione, si dava fuoco per prima alla bandiera tricolore, da pochi anni eliminata, dopo denunce e pubblicazioni di uno studioso locale, prof. Salvatore Epifani, allergico alle nostalgie preunitarie. Un altro suo studio, però ben oscurato, si occupa del cambio della intitolazione del paese da: S.Maria de Noule a Novoli, ad opera, nel '600, del gesuita  Berardino, impegnato per cancellare ogni riferimento a divinità femminili, nere come il nero della terra e della sua precedente tutrice, Demetra.

L'operazione più forzata resta  quella per  San Giuseppe da Copertino, il frate che volava, festeggiato con rito religioso anche nelle scuole. 

Gli amministratori, a loro volta,  non dovrebbero sorvolare o ignorare verifiche di tal genere, nè surrogare l'opera informativa della stessa chiesa, senza giusta, laica distanza dalle  riproposte ricorrenze di culti, a cui peraltro non mancano mai contributi pubblici e provvidenziali agevolazioni.

                     Giacomo Grippa (Lecce)