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ESSERE 15 OTTOBRE

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Può sembrare una stortura sintattica, ma non lo è. È un invito, un appello a fare propria questa scadenza e a contribuire ognun@ con le proprie forze alla sua

realizzazione. In tutte le capitali europee e dell'euromediterraneo si scenderà in piazza per riprendercela e per affermare con determinazione che la crisi non è
nostra.
  • COLPEVOLI sono gli organismi finanziari, le banche la borsa mondiale ed i governi sottomessi alle loro fallimentari e criminali ricette neoliberiste.
  • COLPEVOLI sono anche i sindacati concertativi che hanno permesso l'arretramento dei diritti di chi lavora e l'avanzamento di chi su quei mancati
diritti specula e guadagna. Poteri forti e opposizioni deboli fanno carne da macello di democrazia e welfare. Di quest'ultimo, il poco che ne è rimasto
viene stritolato da manovre finanziarie oscenamente inique che arricchiscono i ricchi e combattono i poveri invece della povertà.
I servizi sociali, così come tutte le altre voci di bilancio che riguardano la comunità intera, sono oramai da tempo sottoposti ad un inesorabile processo di
privatizzazione, che toglie sempre più diritti acquisiti ed aumenta i privilegi. La scure della disuguaglianza sociale si abbatte così allo stesso modo su utenti e
lavoratori/trici, lasciando che la dignità di entrambi venga erosa dallo sfruttamento dalla ingiustizia e dal profitto. Alemanno Berlusconi la BCE il Fondo
Monetario Internazionale la grande finanza e le agenzie di rating, fanno parte di un unico ignobile consesso che decide delle nostre vite a tutto vantaggio del loro
ignobile reddito. Perché frutto insanguinato di una criminale semina.
I tagli al sociale minano le fondamenta di una qualsivoglia società che aspira a definirsi (almeno) “democratica”. Alla loro applicazione hanno contribuito anche
sinistre sedicenti sindacati compiacenti e cooperative conniventi. Sulla soddisfazione delle esigenze di chi vive quotidianamente una realtà di estremo
disagio, e sulle condizioni di chi su quel disagio deve intervenire, si misura il grado di civiltà di un paese. Il nostro, forse troppo impegnato a celebrare
pomposi anniversari di falsa unificazione, è retrocesso a livelli medievali. Ancora una volta, sulle pelle delle persone si riempiono i forzieri.
La crisi è il sintomo; la malattia è il capitalismo.
Partecipiamo in massa alla mobilitazione
ORE 14.30 PIAZZA DELLA REPUBBLICA IL 15 OTTOBRE È UN BENE COMUNE!
COBAS COOPERATIVE SOCIALI