Fiat in fuga dall’Italia ! (come volevasi dimostrare)

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Meno di un anno fa Fiat Group si divideva in 2, Fiat Automotive e Fiat Industrial.

Formalmente lo “spin off” è stato all’insegna di pagare meno tasse e debiti .

Sostanzialmente è parte del disegno Marchionne-Elkan di uscire dall’Italia.

Di ieri la decisione Fiat Industrial di fondersi entro il 2012 con la controllata CNH (macchine movimento terra e trattori) , di trasferire la sede da Torino in Olanda, di quotarsi in borsa a Wall Street (anticipo della prevedibile fusione Fiat Automotive -Chrysler nel 2013, con sede negli Usa).

Nella lettera ai dipendenti Fiat, Marchionne rassicura “per chi lavora in stabilimento o in ufficio non cambierà nulla, se non che si aprono nuove prospettive di fronte a voi”.

Marchionne non è nuovo a queste “assicurazioni”, le stesse che aveva dato ai lavoratori di Pomigliano e Mirafiori, costretti invece a subire i tagli occupazionali, la permanente cassa integrazione e il regime da caserma.

Prima di loro era toccata ai lavoratori di Termini Imerese!In 1200 messi sul lastrico per la strategia Fiat di fuga dall’Italia. Lavoratori abbindolati dalle sirene della ripresa dello stabilimento, da affidare alle cure dell’imprenditore-esorcista Di Risio da Isernia, che più di produrre auto è interessato ai milioni messi a disposizione dalla R. Sicilia!

Poi, a subire identica sorte gli 800 lavoratori Fiat- Irisbus di Avellino, licenziati perché “ i bus non tirano” e illusi con la speranza di investitori cinesi !

Con il governo Berlusconi che ha facilitato queste sporche operazioni del Gruppo Fiat e con il governo Monti  che prosegue all’insegna di “è normale che una azienda va dove c’è il business”.

Insomma, una sorte segnata per i lavoratori che poco reagiscono a questo delitto. Con la Fiom più preoccupata a leccarsi le ferite della rappresentanza,  che a denunciare il misfatto di “ Fabbrica Italia”, il fantasioso piano di 20 MLD di investimenti in Italia, a cui la Fiom ha dato credito!

Per il resto, il Gruppo Volfwagen – che nonostante la crisi aumenta fatturati e vendite, distribuendo premi di risultato e aumenti contrattuali del 5%( idem fanno i francesi Peugeot-Citroen, Renault e i giapponesi Toyota e Nissan) – fa shopping a Torino  acquistando marchi auto e componentistica  (idem 5 gruppi cinesi sbarcati a Torino), mentre Fiat continua a perdere quote di mercato e mette in CIG per la prima volta tutti i 5400 impiegati del Lingotto(do you remember la marcia dei 40.000 ?)

Fiat che invece di produrre nuovi modelli in Italia, delocalizza e diversifica la sua partecipazione all’estero , con la “ 500 L” in produzione in Serbia (nello stabilimento ex Zastava)  e con l’annuncio dell’accordo con la giapponese Mazda per produrre gli spider con marchio Alfa e Mazda nello stabilimento di Hiroshima!

Cosa altro deve accadere per ribellarsi ha siffatta tracotanza e ingiustizia ??!

Conosciamo tutti  la famelicità e la crudeltà della Fiat. L’abbiamo già vista all’opera  con la liquidazione dell’Alfa di Arese e i licenziamenti di massa, oltre le attuali cronache repressive.

Governi, partiti, sindacati, hanno cancellato dalle loro agende la classe operaia, la demolizione dell’art.18 e degli ammortizzatori sociali, dei contratti e della stabilità del posto di lavoro, le stragi del lavoro non ultima quella dei capannoni, stanno li a significarlo!

La rinascita dei diritti e del rispetto dipendono solo dal grado di resistenza e conflitto che saremo in grado di mettere in campo al più presto.

Roma, 1 Giugno 2012                                       COBAS  LAVORO  PRIVATO