Le battaglie dell’On.Morelli per uno Stato laico, “promiscuo” e autonomista

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Il Convegno sulla figura di Salvatore Morelli, che si svolgerà a Carovigno il 22 ottobre 2011 dal titolo “Le battaglie dell'On.Morelli per uno Stato laico, promiscuo e autonomista” a cura  di Giacomo Grippa.

Si riporta di seguito il testo dell'intervento che lo scrivente presenterà al convegno sulla figura di Salvatore Morelli, che si svolgerà a Carovigno il 22 ottobre 2011, promosso col patrocinio delle Presidenze della Repubblica e della Camera dei Deputati, dall'Istituto per la Storia del Risorgimento, dal Comitato Pugliese per il 150° Anniversario dell'Unità Nazionale, dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Brindisi, dai Comuni di Carovigno, Pozzuoli, Sessa Aurunca e Lecce. 

Nel 131° anniversario della morte, avvenuta a Pozzuoli il 22 ottobre 1880, ricordiamo Salvatore Morelli, nativo di Carovigno (BR) come la persona dotata di una grande sensibilità umana, prima che culturale, politica  e civica. Esemplare la sua coerenza fra idealità, pensiero e azione di vita. 

Per la partecipazione alle dimostrazioni che scoppiarono in tutto il Sud , a partire dal 15 maggio 1848 per contestare il ritiro della Costituzione e lo scioglimento del Parlamento, ad opera di Ferdinando di Borbone, ( arrotolò una locandina con l'effigie del monarca per farne una pipa e bruciarla) fu condannato ad oltre dieci anni di carcere, internato in quello di Lecce (come Sigismondo Castromediano) Maglie, Campi, Manduria, Taranto, Mottola, Gioia, Casamassima, Molfetta, Barletta, Cerignola, Foggia, Napoli, Avellino, Ponza, nel Castello di Ischia e Ventotene.

In queste ultime località si spese per scolarizzare i giovani e, salvati due bambini dall'annegamento, rinunciò alla grazia, prevista per tali azioni, perchè fosse concessa ad un altro detenuto, anziano e con famiglia.

Inviato in esilio a Lecce, su nomina dell'ultimo Ministro degli Interni del Governo Borbonico, l'avv. Liborio Romano, di Patù, ricoprì, tra il 1859/60, l'incarico di Direttore Amministrativo dell'Orfanotrofio San Ferdinando, divenuto dopo il 1860 Ospizio Garibaldi, che accoglieva ragazzi di famiglie bisognose, addestrati alla costruzione di bambole e istruiti all'arte musicale.

A Lecce infatti ha operato fino al 1960 la Banda detta appunto degli Spiziotti, dove, dato ancora da accertare, avrebbe operato come assistente il poeta salentino Antonio Verri.

Coincidenza storica, a proposito della istituzione di Bande, tanto importanti specialmente in Puglia, perchè occasioni di incontro fra persone di diversa appartenenza sociale, tutte animate da ideali risorgimentali, Carovigno può vantare il primato della costituzione della prima Banda nel 1740/45.

Ma il contestuale impegno giornalistico, naturalmente non compiacente o conformistico gli comportò il licenziamento da detta istituzione.

Compose anche un libretto dal titolo: I brindisi e Ferdinando II, il passato, presente e futuro di Brindisi, argomento ripreso da parlamentare sulla necessità di utilizzare il Sud, infrastrutturandolo, quale avamposto funzionale per i collegamenti per il Mediterraneo e l'Oriente, con le nuove opportunità derivanti dall'apertura nel 1869 del Canale di Suez, presa di posizione causata dal trasferimento da Brindisi a Trieste di alcune operazioni portuali.

Nell'anno di permanenza a Lecce, ospitato dalla famiglia del farmacista Greco, compose una operetta minore, dal titolo: Il martirio di S.Oronzo e degli altri primi cristiani salentini e la più centrale per l'elaborazione del suo pensiero, potremmo dire da femminista, La Donna e la Scienza, la cui prima edizione dedicò alla signora Greco De Angelis.

La terza invece fu dedicata a Claudia Antona Traversi, la nobildonna pedagogista milanese che come regalo di nozze fece costruire al marito un grande asilo per i figli e tutti gli altri bambini della zona. La signora Antonia Traversi si trasferì a Napoli e poi a Pozzuoli per seguire il marito, eletto nel collegio di Massafra, negli anno 70/80, ove contribuì con un lascito di duemilalire alla costruzione di un asilo a lui intestato, uno dei primi in Puglia.

La Antona Traversi ricoprì diverse incarichi di consulente e di controllo delle strutture scolastiche e a lei dobbiamo la prima traduzione in italiano dell' opera di Stuart Mill “La Soggezione della donna”.

Indubbiamente la elevata cultura di queste due donne La De Angelis e la Antona Traversi, considerate da Morelli come le sue “Nuove Madri”, contribuirono alla maturazione del suo impegno per l'affermazione dei diritti civili e politici delle donne, la più importante riforma sociale, o Il Risorgimento delle donne, questi erano gli obiettivi, le espressioni conclamati nei loro scritti, come rilevabile nel carteggio tra Morelli e Garibaldi, in cui il Generale, apprezzando le sue battaglie, sollecitava anche quella per il trasferimento della capitale da Firenze a Roma.

C'è da ricordare che mentre Morelli, da tenace precursore e sostenitore di tutte le rivendicazioni a favore delle donne, sempre irriso nelle aule consiliari a Napoli o in quelle parlamentari, non da meno sono i pregiudizi e le preclusioni espresse dagli intellettuali e famosi pensatori o letterati, avversi a tali riconoscimenti: da Darwin, a Spencer, a Lombroso, a Froid, a Leopardi, a Rosmini e Gioberti.

Rilevante le sue precisazioni sul pensiero femminista, come solo da ultimo progressivamente affermato dalle pensatrici o rappresentanti del pensiero femminile che hanno superato la visone della emancipazione delle donne con l'affermazione dell'uguaglianza, ma invece con il pensiero della differenza. Morelli infatti affermava che in natura non esiste l'uguaglianza.

Il 1860 ritorna a Napoli, dove si era laureato in Giurisprudenza e diventa consigliere comunale per due mandati fino al 1867, insieme a Mignogna,  Libertini e Fanelli.

Rilevante è il suo impegno amministrativo: presenta un progetto di Istruzione Pubblica, in 45 articoli, per la realizzazione della rete ferroviaria fra Napoli e Gaeta e fra Napoli e Foggia, per la scuola pubblica, obbligatoria e gratuita.

Per un solo voto, dovuta all'assenza di un consigliere del suo stesso gruppo, detto progressista, non passa un sua proposta per utilizzare i fondi, destinati ad alcune opere pubbliche minori per la formazione delle donne e l'educazione delle nuove generazioni.

Dal 1867 al 1880 viene eletto, per quattro legislature, nel collegio di Sessa Aurunca, nel casertano, e qui presenta diversi disegni di legge per il voto alle donne, il divorzio, la cremazione, (anche su questa non mancarono attacchi ed ilarità, ma l'idea scaturì dalla condizioni igieniche aggravate in quel tempo dalla diffusione del colera e comunque già prevista nel 1874 per casi eccezionali e già operante a Milano, dove il 1875 fu costruito il primo impianto) la parità dei sessi, la parità figli legittimi – figli naturali, nati cioè fuori dal matrimonio, riconoscimento conseguito in Italia solo con l'art 265 della legge sulla riforma del diritto di famiglia, varata nel 1975, con esclusione ancora dei diritti successori, conseguenti al riconoscimento.

Ancora proposte per l'abolizione della patria podestà, anche questa realizzata nel 1975, il riconoscimento o la ricerca della paternità (esisteva, rilevava Morelli, solo quella della maternità).

Proponeva per questo di cambiare il motto: “La legge è uguale per tutti” in: “La legge distribuisce a tutti le garanzie, secondo verità e giustizia”.

Ancora il bicognome ai figli, il bicognome ai coniugi, ripreso solo nel 1987 dalle parlamentari Marinucci e dalla salentina Manieri.

Propose l'abolizione del Ministero della Istruzione Pubblica, (già presentato il 6 marzo 1866 al Comune di Napoli) da sostituire con 4 Direzioni di Stato, con la funzione diretta da passare ai Comuni e alla Provincia.

Una Riforma delle leggi penali (da ricordare che egli da carcerato aveva composto un trattato sulla condizione di detenuto, distrutto dalla polizia borbonica, insieme ad altri due componimenti .

Propose l'abolizione dell'esercito obbligatorio, la trasformazione del Ministero della Guerra in Ministero della Pace e la istituzione di un Tribunale internazionale, come l'odierna ONU). Propose l'utilizzo dell'esercito per opere pubbliche, come le ferrovie, se ne ebbe le solite punzecchiate ironiche: il Ministero della Guerra non costruisce ferrovie.

Si occupò del problema della prostituzione, considerata piaga sociale, al pari del brigantaggio, sollecitando il finanziamento dei sifilicomi.

Propose ancora un compenso per i parlamentari (poi istituito da Giolitti), il divieto del cumulo di cariche, passò l'ingresso delle donne nei ginnasi, l'ammissione delle donne nei telegrafi, denunciando però il divieto per loro di maritarsi, considerato come una “sterilità perpetua”.

Gli rispose ironicamente Zanardelli, precisando che per le telegrafiste non c'era alcun divieto di sposarsi, ma se si sposano è bene che passino all'educazione dei figli.

Unica legge, approvata che dovrebbe portare il suo nome è quella che riconosce alla donna la facoltà di testimonia nelle cause, fino ad allora possibile solo con permesso maritale o assenso del genitore.

Non votò la Legge sulle Guarentigie e l'8 marzo 1880, a poche giorni dalla conclusione della legislatura e a poche mesi dalla sua morte, avvenuta in estrema povertà il 22 ottobre a Pozzuoli (ci fu una colletta istituzionale per liquidare il conto nella modesta pensione in cui riparò, altro che lauto vitalizio goduto dagli attuali ex parlamentari) ripresento il progetto di divorzio che ottenne per la prima volta il voto favorevole di “presa in considerazione”.

I Musei di Capua e Benevento, oltre alla Biblioteca di Napoli, conservano cospicua documentazione sulla vita e le opere di Morelli che sarebbe importante consultare e divulgare.

Ma sono anche importanti le oltre quindici tesi di Laurea, dedicata alla figura di Morelli che laureate e laureati di ogni parte d'Italia hanno donato alla Biblioteca di Carovigno.

Lo storico locale Pietro Palumbo, nel 1907, raccolse cimeli su Morelli per la mostra storica salentina allestita presso l'istituto Tecnico di Lecce, per l'inaugurazione del monumento a S. Castromediano, espose due ritratti di Morelli, insieme a due suoi manoscritti : La donna e la scienza (di cui un originale è custodito presso il Liceo Classico “G. Palmieri” ( e Le Memorie dei Relegati, provenienti dalla casa Della Noce- Greco.

Merita menzione per l' occasione che il brindisino Teodoro Pellegrino fu un grande operatore culturale, responsabile della biblioteca “Nicola Bernardini” di Lecce, promosse a cavallo degli anni '50, le “Conferenze salentine” che furono la premessa per il varo dell'Università di Lecce; si spese altresì per la istituzione dell'Accademia di Belle Arti. A lui si attribuisce la ricerca sulla elevazione, da parte di Carlo I nel 1536, di
Lecce a capitale della Puglia. A lui è attualmente intestata la sala di consultazione della Biblioteca centrale dell'Università salentina, sita tra Palazzo del Buon Pastore e l'ex-convento degli Olivetani. 

Oggi, anche per le numerose iniziative sul centenario dell'Unita' di Italia, il “patriota pugliese” come Morelli veniva indicato in tante assise internazionali e da alcune delle quali furono promosse iniziative per la posa di cippi in suo onore, la terza addirittura a Londra, oggi da noi Salvatore Morelli va liberato dall' isolamento  con cui e' stato oscurato.

Ulteriori studi ed iniziative occorrerà promuovere per riconoscere, valorizzare il contributo di questo intellettuale, patriota coerente,  parlamentare esemplare tra i più innovatori ed evoluti, femminista, meridionalista, autonomista.

Occorrerà, nel contempo, difendere  l'integrità delle sue proposte, concezioni, idealità, concrete, organiche  e puntuali 

Ebbi a scrivere nel 2009 ai sindaci di Lecce, Brindisi, Maglie (che ha di recente rinnovato la toponomastica, Campi, Manduria, Taranto, Massafra, Mottola, recepito sulla stampa da Repubblica, il Corriere del Mezzogiorno e  Paese Nuovo per intestare  a Morelli uno spazio, scuola o altra struttura pubblica, per dedicarvi un cippo in suo onore.

Giacomo Grippa  (Lecce)