Licenziata perché malata di tumore, petizione online per ritorno al lavoro

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Si chiama Patrizia, racconta di essere stata licenziata da una società chimica americana, che opera a Brindisi, perché malata di tumore. E chiede di sostenere la petizione su change.org per convincere l'azienda a buttare la lettera di dimissioni e farla tornare a lavorare. La petizione è già stata firmata da 75.000 sostenitori. “Il licenziamento – spiega la stessa Patrizia – sarebbe avvenuto per ragioni legate al riassetto economico dell'azienda, o almeno questa è la spiegazione ufficiale. Tuttavia io ritengo di esser stata licenziata perché affetta da cancro. Sono diventata insomma il simbolo di una logica che non è solo quella della prevalenza delle ragioni del profitto sulla vita delle persone, ma è anche il simbolo della logica dell'eccedenza e della rottamazione. A ottobre 2014 l’impianto di Brindisi festeggiava il record di produzione. Posso solo dire 'uno su mille non ce la fa': sono infatti oltre mille i dipendenti della società in Italia”. “E quindi a 52 anni, dopo 25 anni di servizio, vengo licenziata in tronco, perché non rientro più “nei piani economici ed organizzativi dell'azienda”. Un licenziamento senza avviso, nonostante io per il mio lavoro abbia dato l’anima e negli anni scorsi lo abbia fatto nonostante una malattia che non può dirsi risolta definitivamente – prosegue – In questi giorni aspetto la lettera definitiva di licenziamento, ma chiedo a tutti voi di firmare per chiedere all'azienda di gettarla nel cestino quella lettera e darmi un’altra possibilità. Ho bisogno di ritornare al lavoro, anche perché è provato che svolgere la normale attività lavorativa riduce significativamente le probabilità di recidiva della malattia oncologica”.

09 gennaio 2015