Ospedale San Giuseppe di Copertino e la sanità salentina.

0
0
Spett.le
Regione Puglia
c.a. Presidente Dott. Michele Emiliano
c.a. Direttore Dipartimento Promozione della Salute Dott. Vito Montanaro

Spett.le
Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) Lecce
c.a. Direttore Generale Dott. Rollo
c.a. Resp. Rischio Clinico Dott. Carlo Sabino Leo

Spett.le
Presidio Ospedaliero San Giuseppe
c.a. Direttore Sanitario Dott. Franco Malerba

Spett.le
Comune di Copertino
c.a. Sindaco Prof. Schito
c.a. Consiglieri Comunali

Oggetto: Ospedale San Giuseppe di Copertino e la sanità salentina.

La scrivente O.S. Cobas Pubblico Impiego da anni è convinta che l’agonia del Presidio Ospedaliero San Giuseppe da Copertino, determinata dalle scelte di questa Giunta Regionale, prima o poi sarebbe sfociata nella chiusura. Mentre la politica forza la mano per la distribuzione delle prebende ai propri protetti all’interno della ASL, anche questa quarta ondata della pandemia ha colto di sorpresa la Direzione Strategica della ASL e impazza anche tra i sanitari, acuendo i decennali problemi della ASL e la sua finta organizzazione, incapace di gestire anche solo una epidemia di pidocchi bulgari ammaestrati in una famiglia di calvi.
Purtroppo tutte le finte misure adottate sono sempre state tardive e sbagliate, anche perché la principale missione dei vertici aziendali, da alcuni mesi a questa parte, è la nomina dei capo dipartimento (e relativi centri di costo), veri e finti, che dureranno il tempo dello scorporo del Fazzi dal resto dell’Azienda; circa sei mesi, se rispetteranno le previsioni. Ma, visti i risultati, ne dubitiamo.
Sulla stampa si è letto di varie nomine negli ospedali della Asl Lecce, in tutti gli ospedali ci sono state nomine, in tutti, tranne in quello di Copertino. Altro segnale che sbugiarda gli spacciatori di bomboniere.
Nel frattempo il personale sanitario, nei Pronto Soccorso più frequentati, Fazzi e Copertino, e nei reparti degli ospedali periferici, sta impazzendo per carichi di lavoro impossibili, determinati anche dalla pandemia, ma soprattutto da anni di non sostituzione di personale andato in pensione o dai soliti spostamenti degli amici degli amici verso il territorio; quel territorio da sempre frutto proibito della sanità del domani, il cui pieno funzionamento però, si sposta, giorno dopo giorno sempre più in là, rendendo così l’assistenza ai malati cronici una chimera e gli ospedali, specie i periferici, cronicari senza personale, incapaci di garantire l’assistenza ai malati acuti.
La scrivente O.S. Cobas Pubblico Impiego si chiede, per esempio, come si possano gestire reparti con 24 pazienti, con soli 7 Infermieri in servizio (Medicina a Copertino) e una manciata di Medici; nel frattempo la Direzione di Presidio, o quello che ne rimane, è concentrata solo sugli spostamenti di reparti e/o ambulatori e non riesce neanche a gestire le più semplici pratiche giornaliere.
Succede anche che le Farmacie ospedaliere, pro domo loro, riducano le forniture di alcuni farmaci e alcuni presidi, rendendo sempre più difficile e pericolosa la gestione dei pazienti ricoverati, senza che, chi di dovere, pensiamo al neo Responsabile del rischio clinico di ASL di Lecce, abbia nulla da dire.
Con questo bailamme è normale acquistare test rapidi per determinare la positività all’infezione da covid19, da destinare al Pronto Soccorso, a circa il triplo del costo medio e all’ottuplo del costo più basso, come continua ad essere normale avere l’Ospedale San Giuseppe che marcia con soli 50 posti letto attivi, mentre ne dovrebbe avere almeno 150, come da varie delibere regionali, per il pareggio di spesa, e l’unica prospettiva è avere un reparto di Oculistica che, per proprie caratteristiche, non porterà alcun aumento di posti letto.
Per questa situazione, oltre gli operatori sanitari, ne pagano le conseguenze i pazienti che ogni giorno si recano nei presidi della provincia alla ricerca di risposte per i propri problemi sanitari e che spesso, se ricoverati, devono portarsi le medicine da casa e molto spesso anche il cibo.
La scrivente O.S. Cobas Pubblico Impiego contesta questa disastrosa gestione della sanità a tutti i livelli, dalla Regione, alla ASL ai Direttori di Presidio, che nonostante la pandemia, o forse anche a causa della pandemia, continua a calpestare i diritti costituzionali dei salentini, con una sanità percepita da terzo mondo e spese sanitarie da Europa del nord.
Manca organizzazione, manca programmazione, manca il giusto utilizzo del personale, con i giusti carichi di lavoro; continua la politica Lecce centrica, eppure a breve il Fazzi sarà un’azienda a parte, il resto degli ospedali della provincia resterà senza personale e i pazienti continueranno a fuggire altrove dove la sanità è gestita in maniera professionale e al paziente è riconosciuto il diritto a essere curato nel migliore dei modi.

Lecce, 23 Gennaio 2022

Confederazione Cobas Lecce
Cobas Pubblico Impiego
Dott.Giuseppe Pietro Mancarella