Società in house condannate allo scioglimento: i lavoratori in rivolta davanti alla Prefettura di Lecce

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I sindacati Cobas, Cgil, Cisl, Uil e Cisal hanno manifestato, questa mattina, in via XXV Luglio contro la messa in liquidazione delle società partecipate dagli enti pubblici prevista dalle norme di spending review .

Le Società in house hanno rappresentato nell’ultimo decennio una fonte inesauribile di servizi alla collettività e al tempo stesso hanno garantito stabilità lavorativa a migliaia di lavoratori prevalentemente provenienti dal bacino degli lavori socialmente utili. L’art. 4 della Legge 95/2012, la c.d. spending review,  prevedendo lo scioglimento e la privatizzazione delle società partecipate mina alla base la sicurezza del posto di lavoro. La crisi e la devastazione dello stato sociale in Italia ha creato nuove povertà sia economiche che culturali e solo difendendo l’intervento attivo dello Stato nell’economia attraverso le società pubbliche si può edificare una società al passo con i tempi.

Oggi la partecipazione alla manifestazione di tutte le OO.SS. e dei Cobas del Lavoro Privato di Lecce davanti alla Prefettura di Lecce è stata numerosa. Il traffico è andato in tilt e non sono mancati momenti di tensione con gli automobilisti intrappolati in via XXV Luglio.

Dall’incontro delle parti sociali con il Prefetto è scaturita una richiesta di dar vita ad un tavolo tecnico a cui dovranno prendere parte le OO.SS., le istituzioni locali e i parlamentari salentini, demandando a quest’ultimi l’impegno alla modifica in parlamento della legge sulla spending review.

Le maggiori società in house salentine sono: Alba Service, Sgm, S.T.P. di Terra d’Otranto, Nuova Salento Energia, Sanità Service e Lupiae Servizi.

La posta in gioco è altissima: compreso il comparto sanità, infatti, i posti a rischio arrivano a 2000 unità.

Ma all'interno del calderone delle partecipate da Comune di Lecce, Provincia e Regione esistono vistose differenze: non a caso il cuore della protesta odierna batteva all'interno della municipalizzata Lupiae Servizi. La società che necessita di 3 milioni e 600 mila euro per risanare il proprio bilancio, da ottobre ha attivato una cassa integrazione in deroga “iniqua e discriminatoria che tocca le fasce più deboli, come il settore delle pulizie, senza intaccare gli amministrativi”. 

Intervista a Giuseppe Mancarella dei Cobas di Lecce:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=dTelYJLm3hY#t=16s