Taviano: alla nuova parrocchia provvede il Sindaco

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Leggo sulla stampa locale (Gaz. Mez. del 21 Gennaio 2012) la richiesta rivolta al Sindaco di Taviano dal vescovo  di Nardò/Gallipoli per dotare le nuove zone abitate di una terza parrocchia.

Questa la risposta del Sindaco: “Il proposito della diocesi non può che trovare il conforto, la partecipazione, la condivisione di tutta l'Amministrazione che riconosce il bisogno di un ulteriore  apporto pastorale alla collettività… la necessità di dotare il territorio di servizi connessi agli edifici  parrocchiali,  di alta valenza  sociale, come oratori e mense  sociali per i più bisognosi, ma storicamente  mancanti”.

Il “primo cittadino”  che ha già allertato i suoi tecnici, non dovrebbe confondere o sorvolare sulle dirette e diverse competenze  dell' ambito civico e quello confessionale.

Non dovrebbe sfuggirgli  che sugli oratori provvede la Regione, mentre per i bisognosi ha da  attivarsi l'ente locale, senza addurre penuria di risorse, in seguito da reperire per il sostegno indiretto  alle mense di carità.

Il Comune è tenuto solo ad erogare, ma ora non più obbligatoriamente,  per la costruzione o riparazione di chiese e pertinenze il  7% degli oneri di urbanizzazione  secondaria  che il cittadino versa al ritiro di una concessione edilizia, come previsto dalla legge regionale n.4/1994.

Vi sono previsti anche altri obblighi per i responsabili comunali ed   ecclesiastici, relativamente alle modalità di erogazione delle somme, di controllo  o recupero o riparto delle stesse, in presenza di più richieste.

Da verificare, nelle sedi competenti,  soprattutto  le modalità di alienazione, mai gratuita, di terreno per le chiese…

Il divieto viene aggirato deliberando una vendita fittizia, “a prezzo simbolico”, causando  un danno  erariale, una perdita per la  redditività del patrimonio comunale.

Capita così, come avvenuto nel 2010 a Galatina, che il suolo, in pregiata zona residenziale sia  stato venduto al prezzo di un euro a mq. , e non secondo il valore di mercato.

Molti  amministratori si dimostrano più  sensibili a potenziare i servizi per gli “apporti pastorali” , anziché' quelli comunali o pubblici destinati ad una collettività di credenti e non credenti.

Non è più credibile o sostenibile che vengano delegati alle parrocchie, perché “storicamente mancanti”,

                        Giacomo Grippa (Lecce)