Altro reintegro a Ugento per i lavoratori licenziati illegittimamente da Gial Plast

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Anche in tempo di pandemia da coronavirus abbiamo buone notizie sul piano lavorativo, un’altra vittoria con reintegro immediato di un lavoratore del Comune di Ugento Pizzi Luigi Tommaso, finalmente un’altra soddisfazione nel giro di pochi giorni.
Per Pizzi Luigi Tommaso si mette la parola fine per l’assurda storia di essere stato prima sospeso e poi illegittimamente licenziato da Gial Plast, infatti è stato reintegrato dal Giudice del Lavoro la Dottoressa Francesca Costa e da domani deve tornare a lavoro.
Il Giudice Francesca Costa ha accolto in pieno il ricorso presentato a difesa del lavoratore Pizzi Luigi Tommaso dall’avvocato Giovanni D’Amico di Tricase, ha annullato il licenziamento irrogato da Gial Plast ordinando il reintegro sul posto di lavoro ad Ecotecnica subentrata nel Comune di Ugento costringendo il datore di lavoro all’assunzione alle medesime condizioni già allo stesso riconosciute alle dipendenze di Gial Plast e sussistenti alla revoca dell’appalto. Inoltre condanna la società Gial Plast al pagamento delle spese di giudizio oltre ad un’indennità risarcitoria pari a 12 mensilità al lavoratore ingiustamente licenziato il 20/03/2019.
Il Sindacato Cobas ha sempre ribadito il concetto che i lavoratori reinseriti da oltre 20 anni nel mondo del lavoro e che avevano pagato il loro debito con la giustizia non potevano essere licenziati.
La Gial Plast ha agito in assoluta autonomia e i licenziamenti erano stati decisi da loro, tesi sostenuta anche dalla Prefettura di Lecce nel verbale della riunione del 22 ottobre 2019 fatta con il sindacato Cobas.
Attualmente abbiamo registrato n.17 reintegre:
1)n.3 reintegre a Gallipoli Caiffa Sebastiano, Carroccia Luigi e Carroccia Giuseppe per Gial Plast;
2)n.3 reintegra a Ugento di Preite Antonio, Civilla Rino e Pizzi Luigi Tommaso per Ecotecnica subentrante a Gial Plast;
3)n.2 reintegre a Parabita di Coronese Antonio e Toma Luigi per AXA subentrante a Gial Plast;
4)n.2 reintegre a San Nicandro Garganico (Foggia) di Buca Vincenzo e Biscotti Massimiliano per Gial Plast.
5)n.3 reintegra a Ostuni (Brindisi) di Lacorte Antonio, Bagorda Luigi e Paparella Biagio, per quest’ultimo Gial plast ha presentato reclamo ;
6)n.3 reintegre a Fasano (Brindisi) Lagalante Nicola, Legrottaglie Giulio e Natola Antonio per Gial Plast.

Una vittoria a Racale di Casole Michele per licenziamento illegittimo subito da parte di Gial Plast con pagamento di 15 mensilità ma non reintegrato sul posto di lavoro perché assunto subito dopo l’entrata in vigore del Jobs Act renziano.

Infatti, la spada di Damocle permane su coloro che sono stati assunti sotto la vigenza del Jobs Act. Alcuni magistrati hanno ritenuto opportuno applicare un risarcimento   economico e non anche la reintegra. Una importante apertura viene proprio dalla Suprema Corte che con sentenza n.12174 del 8.5.2019 ha affermato che, anche ai sensi del Jobs Act, l’insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore – che dà luogo alla reintegra dello stesso – comprende non soltanto i casi in cui il fatto non si sia verificato nella sua materialità, ma anche tutte le ipotesi in cui il fatto, materialmente accaduto, non abbia rilievo disciplinare.

Il Jobs act nella parte in cui non prevede una reintegra sul posto di lavoro, a causa di un licenziamento illegittimo è stato ritenuto lesivo dei diritti del lavoratore dal Comitato europeo dei diritti sociali poiché in contrasto con l’art. 24 della Carta sociale europea, che sancisce il diritto alla reintegra per ogni lavoratore ingiustamente licenziato, oppure, se questa non è concretamente praticabile, un risarcimento commisurato al danno subito, senza tetti di legge.

Ancora una volta sindacato Cobas pone una domanda al Commissario Giudiziario, il Dottore Massimo Bellantone, perché in regime di autotutela non revoca tutti i licenziamenti effettuati nella primavera scorsa da Gial Plast ?
Ormai l’orientamento giurisprudenziale è chiaro, tutti i Giudici di primo e di secondo grado stanno dando ragione ai lavoratori licenziati, perché non chiudiamo questa storia senza aspettare le altre pronunce dei Giudici per il resto dei lavoratori?
Il dipendente Pizzi Luigi Tommaso di Ugento reintegrato, lavorava dal 2004 presso il servizio di nettezza urbana con le varie ditte aggiudicatrici dell’appalto e tramite le cc.dd. clausole sociali ha svolto continuamente la propria attività lavorativa.
Grande soddisfazione per il Cobas che non ha mai mollato un istante a stare al fianco dei lavoratori raccogliendo un risultato a dir poco importante.
La preoccupazione adesso rimane per tutti gli altri lavoratori ancora a casa e senza stipendio in tempo di pandemia da coronavirus.
Oltre ai 30 licenziamenti Gial Plast siamo di fronte ad ulteriori 5 licenziamenti fatti dalla società Colombo operante nel Comune di Gallipoli e per i quali non abbiamo notizie.
La scrivente O.S. Cobas di Lecce ha chiesto in data 30 dicembre 2019 un incontro urgente con la società Colombo per comprendere le decisioni poste in essere a seguito della revoca da parte del Tribunale della misura interdittiva antimafia e chiedendo il reintegro immediato dei n.5 lavoratori del Comune di Gallipoli illegittimamente licenziati e senza ammortizzatori sociali.

Brindisi e Lecce, 24 Aprile 2020

Per il Cobas Roberto Aprile e Giuseppe Mancarella

Inizio della Lotta Cobas per il reintegro dei lavoratori illegittimamente licenziati da Gial Plast

https://www.piazzasalento.it/interdittiva-antimafia-e-licenziamenti-il-sindacato-ottiene-17reintegri-a-gallipoli-ugento-racale-parabita-e-in-altri-centri-156043

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