Fukushima: quarto incidente in sette giorni nella centrale nucleare

0
0

Il quarto incidente in una settimana, dovuto a un errore umano: sei operai sono stati esposti ad acqua ad alta contaminazione presso la centrale nucleare disastrata di Fukushima a causa del “distacco improprio” di un tubo collegato al sistema di desalinizzazione. “Un episodio grave, ancora a causa di disattenzione”, ha tuonato in conferenza stampa Shunichi Tanaka, a capo della Nra (la Nuclear Regulation Authority), l'agenzia sulla sicurezza nucleare in Giappone, tornata a bacchettare il gestore Tepco, su cui il governo di Shinzo Abe potrebbe prendere ora provvedimenti più netti, tra cui – si ragiona nel partito Liberaldemocratico del premier – anche un'ipotesi spezzatino, di spacchettamento delle attività. Sei degli 11 lavoratori, impegnati nell'attività di controllo del mattino, sono stati colpiti dall'acqua che, una volta trattata, è usata per raffreddare i reattori danneggiati. L'operazione riduce la radioattività di cesio e rimuove il sale prima dello stoccaggio nei serbatoi: l'acqua rilasciata per l'incidente aveva subito la pulizia del cesio, pur conservandone una concentrazione di 1.690 becquerel per litro. C'è voluta più di un'ora per ricollegare i tubi, tra difficoltà impreviste.

Le sostanze non hanno raggiunto l'oceano Pacifico –“E' difficile che ci sia stata un'esposizione interna”, ha aggiunto Tanaka, visto che tutti “indossavano maschere facciali e stivali”. Il liquido fuoriuscito contiene anche sostanze radioattive pari a 34 milioni di becquerel per litro che emettono raggi beta (quindi dannose al contatto diretto), tra cui lo stronzio 90, a fronte di limiti legali sul rilascio all'esterno di 30 becquerel. La Tepco ha fornito in una nota i contorni dell'incidente e stimato la perdita in “7 tonnellate” che non hanno raggiunto l'oceano Pacifico grazie alle barriere di contenimento. Una precisazione, dall'esito positivo, che non ha nascosto le innumerevoli difficoltà di gestione dell'enorme quantità di acqua tossica che il sito continua a produrre.

Troppi errori nei processi gestionali della centrale –L'incidente è maturato dopo che la Nra ha ordinato il 4 ottobre alla Tepco di migliorare la sicurezza dei processi gestionali a seguito di una serie errori, spesso grossolani. La scorsa settimana, l'utility ha spiegato che 430 litri di acqua radioattiva erano fuoriuscite e filtrate in parte nell'oceano perché i tecnici al lavoro hanno cercato di iniettare più acqua in un serbatoio pressoché pieno e costruito su un leggero pendio. Poco prima, altre 5 tonnellate di acqua piovana contaminata erano uscite da un'altra cisterna perché un operaio aveva erroneamente collegato un tubo di scarico. Lunedì, infine, uno degli impianti di alimentazione elettrica di raffreddamento dei reattori è stato inavvertitamente disattivato, facendo entrare in funzione quelli di emergenza. La Nra ha riferito in giornata di non aver trovato aumenti delle radiazioni nel mare vicino alla centrale, mentre una missione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) sarà in Giappone il 14 ottobre per una settimana di ispezioni proprio alla centrale di Fukushima.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Redazione Tiscali