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Gli “Indignati di tutto il mondo uniti” sabato 15 Ottobre 2011

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La protesta transnazionale degli “indignados” contro la crisi economica, gli abusi della finanza, il precariato e le ricette anti-crisi dei Governi ha raggiunto 951 città di oltre 80 Paesi. Ovunque le manifestazioni hanno avuto uno svolgimento pacifico: dalla piazza di Puerta del sol di Madrid, dove il movimento è nato, fino all’Asia e all’Europa, passando per Wall Street e la BCE. Tranne a Roma, dove le violenze di una parte dei manifestanti hanno rubato la scena alla parte maggioritaria, quella pacifica. In questa gallery, i volti, gli slogan, i cartelli, i diversi modi di manifestare degli “indignati” per come li hanno visti i fotoreporter sparsi nelle città di tutto il mondo.

SPAGNA – Decine di migliaia di “indignati” spagnoli sono tornati in piazza a Madrid. Il movimento è nato qui lo scorso maggio per poi diffondersi in tutto il mondo. Cinque cortei partiti da quartieri periferici sono confluiti a fine giornata verso la Puerta del Sol, punto di partenza simbolico del movimento che la occupò per un mese la scorsa primavera.

FRANCOFORTE Oltre 5.000 persone hanno manifestato pacificamente a Francoforte, al grido di “Non svendiamo la democrazia alla Bce!”, davanti all’edificio della Banca centrale europea, definita dagli ‘indignati’ simbolo di un sistema finanziario “irresponsabile” ed incapace di gestire la crisi.

TEL AVIV – Alcune centinaia di persone sono sfilate a Tel Aviv senza incidenti, ma in tono minore rispetto alle manifestazioni svolte in Israele negli ultimi mesi.

LONDRA – Blitz di Julian Assange tra gli “indignati” di Londra.
Oggi è una combinazione di sogni che si avvera, che molti popoli in giro per il mondo, dal Cairo a Londra, hanno lavorato perché diventassero realtà. Quello a cui siamo stati sottoposti è una distruzione dello stato di diritto. Questo movimento non è per la distruzione della legge, ma per la costruzione della legge”, ha detto il fondatore di WikiLeaks che con un megafono ha arringato la folla radunatasi sul sagrato della cattedrale di St.Paul’s. Assange, che è ancora agli arresti domiciliari, si è poi dileguato protetto dalle sue guardie del corpo.

NEW YORK – La protesta si concentra attorno al distretto finanziario di Manhattan, blindato dalla polizia. Gli ‘indignati’ si sono dati appuntamento al quartier generale di Zuccotti Park e davanti alla sede della Chase Bank a Liberty Plaza, una delle grandi banche beneficiarie dal salvataggio di stato. ”Le banche sono salve, noi no”, urlavano i manifestanti, che accusano le forze dell’ordine di essere responsabili degli scontri delle precedenti manifestazioni.
Alcuni “indignati” sono entrati nella sede della Chase per chiudere i conti correnti in segno di protesta.

MONTREAL – Alcune centinaia di ‘indignati’ hanno piantato le tende a Victoria Square, nel centro della città. (ANSA).

BRUXELLES – Circa 10 mila “indignati” hanno manifestato per le strade del centro di Bruxelles. Il corteo, dopo aver toccato la piazza della Borsa, si è diretto verso il quartiere delle istituzioni comunitarie per concludersi nel vicino parco del Cinquantenario. Bruxelles – Una finta banconota data alle fiamme.

ATENE – Diverse migliaia di persone si sono radunate questa sera davanti al Parlamento di Atene per protestare contro le misure di austerità varate dal governo greco per fronteggiare la crisi. Alla manifestazione in piazza Syntagma sono anche intervenuti immigrati siriani che gridavano slogan per la libertà del loro Paese. Molti manifestanti innalzavano cartelli contro l’Ue e l’Fmi, alcuni con la scritta “Non paghiamo” e altri che rivendicavano la “sovranità” della Grecia contro le grandi organizzazioni internazionali. Molte le bandiere greche.

BELGRADO – Alcune centinaia di persone hanno manifestato a Belgrado e in altre città dei Balcani con lo slogan ”Uniti per i cambiamenti globali”.

NUOVA ZELANDA – Migliaia di persone hanno marciato ad Auckland urlando slogan contro le grandi corporazioni. Analoghe manifestazioni anche nella capitale Wellington.

AUSTRALIA – A Sydney circa duemila persone, tra cui alcuni aborigeni, hanno manifestato davanti alla Banca centrale.

GIAPPONE – A centinaia in marcia a Tokyo, per una protesta che comprende anche gli antinuclearisti.

FILIPPINE – A Manila un piccolo gruppo di manifestanti si è diretto verso l’ambasciata americana urlando slogan contro ”l’imperialismo americano”.

TAIWAN – Un centinaio di persone hanno occupato simbolicamente il grattacielo Taipei 101, sede della Borsa.

Fonte:www.panorama.it