Italia in piazza per il referendum. Politici divisi sul sì e no, l’Agcom avverte: le tv siano imparziali

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È iniziata a piazza del Popolo la manifestazione 'Io voto' sui referendum del 12 e 13 giugno. L'iniziativa promossa dai comitati referendari si svolgerà come un mega concerto. I primi ad esibirsi per l'apertura sono stati i Wogiagia, ma per tutta la giornata si esibiranno cantanti e artisti come Quintorigo, Piotta, Frankie Hi-Nrg, Francesco Baccini, Eugenio Finardi, Nathalie, Simone Cristicchi e tanti altri. Previsti anche contributi video di Ligabue, Leo Gullotta, Tullio Solenghi. Saliranno sul palco anche Amanda Sandrelli, per parlare del quesito sull'acqua, Andrea Rivera, Moni Ovadia, per parlare di legittimo impedimento, Piergiorgio Odifreddi, per parlare di nucleare, Claudio Santamaria, Simona Marchini e Teresa De Sio. I politici saranno infatti rigorosamente sotto il palco, attesi Pier Luigi Bersani e Antonio Di Pietro.

Manifestazioni e comizi nascono con l'obiettivo di non  “politicizzare” le consultazioni che si volgeranno tra domenica e lunedì e che vedranno gli italiani chiamati a decidere su quattro quesiti. Due di essi riguardano la privatizzazione della rete idrica, un altro il legittimo impedimento e uno ancora il ritorno dell'Italia al nucleare. E' proprio nei confronti di quest'ultimo che si è rivoltal'attenzione di Greenpeace e delle altre associazioni ambientaliste, che si sono ritrovate nella Capitale, con nove ore di concerto e di intrattenimento. Un'altra iniziativa, dello stesso genere, si terrà a Milano in piazza Duomo. Entrambe le iniziative, così come tutte le altre 'minori' organizzate un po' in tutta Italia, puntano al raggiungimento del quorum, necessario affinchè il voto sia ritenuto valido (e non succede dal 1995).

Sono infatti oltre 47 milioni – esattamente 47.357.978 – gli elettori chiamati domenica (dalle 8 alle 22) e lunedì (dalle 7 alle 15) a esprimersi. Tra di essi, ci sono poco più di tre milioni di residenti all'estero che hanno già votato per posta – per il nucleare si sono espressi sui precedenti quesiti prima della riformulazione decisa dalla Cassazione: non si sa ancora se il loro voto è ritenuto valido e sarà conteggiato ai fini del quorum.

La politica, intanto continua a dividersi, dopo il botta e risposa tra il segretario del Pd Bersani e il presidente Consiglio Berlusconi, è stato il turno di Vendola. “Andando a votare al referendum e mettendo la croce su quattro sì facciamo valere le regioni della vita, della difesa dell'ambiente e del creato”. Vendola sollecita a votare quattro sì: “Sì per l'acqua bene comune e diritto fondamentale, sì per cancellare il nucleare, sì perchè la giustizia non può essere privatizzata, quattro sì per un'Italia migliore. Non si può sciupare un'occasione troppo preziosa, quella di domenica e lunedì per dire sì alla vita contro la morte”. Mentre  il ministro del lavo Sacconi ha annunciato che non andrà a votare “”Io faccio il mio dovere – ha precisato il ministro – anche non partecipando al voto dei referendum ma rispetto la scelta di coloro che voteranno. Io non mi riconosco nel quesito”. Il ministro poi ha ricordato che la Costituzione prevede oltre alla possibilità di votare sì o no, anche quella di “non riconoscersi nel quesito, tanto che è previsto – ha detto – il quorum”. Sacconi ha poi auspicato una riforma dell'istituto del referendum: “Va riformato, sono convinto che sia doveroso perché va più eccezionalmente praticato e deve essere più stringente”.

Intanto l'Agcom richiama le tve i tg a rispettare l'imparzialità e ad evitare la strumentalizzazione della campagna referendaria. E' quanto si legge nella nota diffusa al termine della riunione di oggi dell'Autorità. “La Commissione servizi e prodotti, nella sua riunione odierna, ha esaminato gli esposti pervenuti in materia di informazione sui referendum che si terranno il 12 e 13 giugno. La Commissione, a maggioranza, ha deciso di richiamare tutti gli organi di informazione radiotelevisiva al rigoroso rispetto dei principi di imparzialità, correttezza e completezza informativa sui temi dei referendum – si legge nella nota -, raccomandando altresì che siano fornite chiare e adeguate spiegazioni sui quesiti oggetto della consultazione e che nelle trasmissioni di informazione e, massimamente, nei telegiornali i giornalisti televisivi evitino di strumentalizzare per la campagna referendaria posizioni e opinioni ad essa estranee. L'autorità ricorda, infine, che alla mezzanotte di oggi scatta il silenzio elettorale che proseguirà fino alla chiusura delle operazioni di voto”.

 

 

 

Fonte: www.tiscali.it