La nostra unica colpa? Lavorare avendo superato un concorso pubblico

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La nostra unica colpa? Lavorare avendo superato un concorso pubblico

Caro Presidente Emiliano chi vi scrive, sono due operatori socio sanitari assunti dalla graduatoria concorsuale di Foggia. Prestiamo onorevolmente servizio presso Asl Brindisi e Asl Lecce, ma altri colleghi assunti dalle altre Asl ci riferiscono della stessa problematica che vi andremo a mostrare.
Amiamo il nostro lavoro e lo facciamo con amore e dedizione, e il rischio che corriamo per noi è una soddisfazione. Quotidianamente però dobbiamo confrontarci con colleghi assunti tramite avviso pubblico a tempo determinato che tentano in tutti i modi di metterci in difficoltà, di farci sbagliare, di rendere un vero inferno la nostra giornata lavorativa. SOLO perché non abbiamo spalle coperte da sindacati o politici, SOLO perché abbiamo avuto questo lavoro nella maniera che prevede la legge, SOLO perché abbiamo rivendicato il nostro diritto.
Noi non ci curiamo delle provocazioni e dei tentativi dei pochi colleghi assunti tramite avviso. Si presidente POCHI colleghi, perché sono solo pochi quelli che di loro si trovano nei reparti Emergenza-urgenza, la grande maggioranza si trova nei reparti ”ordinari”.
In questo momento si dovrebbe collaborare invece per metterci in difficoltà, mettendo in secondo piano la professionalità. Noi fuori dal nostro lavoro lottiamo per il nostro diritto legale di essere assunti (art.97 costituzione italiana), ma i colleghi durante il lavoro lottano per un diritto che la legge con l’entrata in vigore della graduatoria non gli concede.
E la cosa grave che questa lotta la portano sul luogo di lavoro dove dovremmo essere tutti uniti. Quindi per quei pochi colleghi assunti dall’avviso che lavorano nei reparti emergenza-urgenza, hanno come obiettivo non la pandemia ma noi idonei di graduatoria.
Quindi non vi è nessun atto di eroismo nel loro atteggiamento come vogliono esternare anche tramite OO.SS e amici importanti e vari organi comunicativi, se poi durante l’attività lavorativa il loro obiettivo è crearci problemi per portarci a lasciare, ma noi non molleremo mai perché amiamo il nostro lavoro e i nostri diritti li combattiamo fuori dal lavoro.
Vi scriviamo questa lettera perché sul lavoro si pensa SOLO al dovere e perché siamo stanchi di quello che dobbiamo subire quotidianamente da persone che per legge non dovrebbero neanche esserci.
Le chiediamo solo come uomo di legge di applicare la legge.
Vorremmo tanto firmare la lettera ma abbiamo timore di ripercussioni durante il lavoro per questo ci firmeremo.

GRADUATORIA DI FOGGIA

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