Quando riapre il San Giuseppe da Copertino ?

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Spett.le
Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) Lecce
c.a. Direttore Generale Dott. Rollo
c.a. Direttore Sanitario Dott.Carlà

Spett.le
Presidio Ospedaliero San Giuseppe
c.a. Direttore Sanitario Dott. Cosimo Longo


Spett.le
Comune di Copertino
c.a. Sindaco Prof.ssa Sandrina Schito
c.a. Consiglieri Comunale

Oggetto: ospedale di Copertino, quando riapre ?


La scrivente O.S. Cobas Pubblico Impiego di Lecce, trascorsa una settimana dal roboante annuncio della riapertura del San Giuseppe, tutto tace! Nessun comunicato ufficiale! Nessuna delibera!
I pazienti post acuzie, circa 15, pur in riduzione, continuano ad essere ricoverati al San Giuseppe da Copertino, poiché San Cesario non è ancora pronto ad aumentare i posti letto.
Nei reparti post acuzie covid del San Giuseppe, regna la disorganizzazione totale, orchestrata, pro domo eorum, dai soliti incapaci che i politicanti hanno imposto per alimentare il loro tornaconto.
Continuano a mancare i presidi di protezione individuale per gli operatori, costretti ad utilizzare i sacchi della spazzatura per proteggersi; il reparto è freddo poiché le finestre sono costantemente aperte per arieggiare e ridurre la carica virale, sicuramente non il massimo per pazienti con pregressa polmonite.
Noi avevamo proposto gli aspiratori per ridurre in parte il problema, ma i soliti incapaci, ben informati, li hanno ritenuti superflui, supportati anche dalla Direzione Generale, poiché questo è lo standard in tutti i reparti covid, forse ad esclusione di Galatina, della ASL di Lecce.
La Direzione Sanitaria di presidio sempre e costantemente assente o inadatta al ruolo, poiché gestita, in massima parte, da gente non idonea, ha prodotto pochissimo: un ordine di servizio inutile e fazioso, per spostare in altro ufficio una dipendente ritenuta scomoda; una disposizione che manda tutti gli infermieri di sala operatoria, in massima parte con 20 o più anni di lavoro in sala , in aggiornamento a Lecce per la eventuale apertura della T.I.P.O., ora che la rianimazione è trasferita dalla sua sede e quindi con operatività ridotta; una disposizione con cui si ordina ai dipendenti, di utilizzare ferie non godute di anni precedenti fino a metà maggio.
In attesa di decisioni definitive, avvalorate da delibere ad hoc, chiediamo:
• Un piano di ridistribuzione di tutto il personale, anche di quello che inutilmente sosta nelle direzioni o in ambulatori fantasma.
• Un piano per il ritorno nel San Giuseppe di tutti gli operatori sanitari costretti a emigrare in altri presidi, fatto salvo il diritto di trasferimento volontario.
• Un piano di accesso al presidio in accordo con le direttive e il buon senso, per intercettare i pazienti asintomatici, ma potenzialmente infetti, che necessitano di ricovero ospedaliero.
• Un piano di acquisizione di DPI, sufficienti alle esigenze giornaliere del presidio, poiché cambierà solo il modo di assistere i pazienti, ma i rischi di contagio permarranno.
• Un piano, stante il periodo che vieta le visite dei parenti, per permettere ai futuri pazienti, specie anziani, di rimanere in contatto con i propri parenti.
• Una sistemazione, approfittando del periodo di inattività del presidio, degli ascensori, al fine di renderli utilizzabili per il trasporto delle barelle da area critica, visto che la Cardiologia è al III piano e le Sale Operatorie con associata, eventuale, T.I.P.O. al primo piano.
• Un piano che definisca i percorsi e gli ascensori da utilizzare per i servizi: trasporto pazienti, trasporto rifiuti, trasporto biancheria, trasporto pasti, ora completamente promiscui.
• Una messa a norma del pavimento dissestato (come nello spazio antistante ex ginecologia) in tutta la struttura, e la chiusura delle falle da cui, quando piove, entra la pioggia, specie nelle scale di accesso ai reparti, che si trasformano in rivoli in piena, fatto molto pericoloso per operatoti e pazienti.
Se la Direzione di presidio, con relativi inutili suggeritori, si dovesse ritenere incapace di effettuare tali e altri interventi, abbandoni subito il campo. Una nuova diffusione dell’infezione nel presidio, non salverà il San Giuseppe dalla chiusura definitiva.
Aspettando Vostre comunicazioni in merito, si porgono distinti saluti.

Lecce, 22 Aprile 2020

Confederazione Cobas Lecce
Cobas Pubblico Impiego
Dott.Giuseppe Pietro Mancarella

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