Tar Lombardia concede la sospensione dell’interdittiva alla società Colombo. Adesso si reintegrino i 5 lavoratori licenziati.

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Ancora una volta a pagare sono i lavoratori licenziati dalle società destinatarie di interdittiva, la storia di Gial Plast sembra riproporsi anche nel caso della società Colombo.
Le società hanno avuto le sospensioni delle interdittive ma i lavoratori licenziati rimangono a casa senza stipendio e con famiglie da mantenere, mutui e bollette da pagare. Gli unici a pagare il prezzo più alto sono i lavoratori e le rispettive famiglie. La storia si ripete oltre al danno anche la beffa.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Prima) ha accolto la domanda incidentale di sospensione per la società Colombo che gestisce la raccolta di rifiuti urbani per il Comune di Gallipoli.
Nell’ordinanza della prima sezione del Tar Lombardia si legge che: “la mera presenza all’interno dell’azienda di qualche dipendente avente precedenti afferenti a reati di matrice mafiosa non è tuttavia sufficiente, rilevando obiettivi e concreti riscontri sulla esistenza di stretti legami tra costoro e i vertici dell’impresa, di guisa da ingenerare il ragionevole convincimento circa l’esistenza di rischi di influenze o condizionamenti mafiosi”.
Inoltre: “la assunzione di un cospicuo numero di dipendenti (38) provenienti dal vecchio gestore del servizio di igiene urbana costituisce, indi, factum principis, non imputabile ad una libera scelta della società ricorrente”.
Quindi: “in definitiva, la omessa allegazione e dimostrazione di effettivi legami tra i 5 dipendenti assunti (a cagione della ridetta aggiudicazione) e gli organi decisionali della impresa ricorrente, unitamente alla mancata evidenziazione di altre specifiche circostanze sintomatiche del rischio di condizionamento o di permeabilità della società alle strategie della criminalità organizzata, valgono a vieppiù lumeggiare carenze di istruttoria, nonché di motivazione, del provvedimento interdittivo per cui è causa”.
Con queste argomentazioni il Tar Lombardia ha accolto la sospensiva della società Colombo che potrà continuare ad operare nel servizio di raccolta rifiuti del Comune di Gallipoli.
Per queste motivazioni utilizzate dalla prima sezione del Tar Lombardia chiediamo la reintegra immediata sul proprio posto di lavoro dei n.5 dipendenti licenziati a dicembre scorso dalla società Colombo.
La scrivente organizzazione sindacale Cobas Lavoro Privato Puglia ha programmato per la settimana prossima un sit-in di protesta vicino al Comune di Gallipoli.

Confederazione Cobas Puglia
Cobas Lavoro Privato
Aprile Roberto