Taranto Ilva: nuovo allarme sull’ambiente i cittadini ai Vigili del fuoco segnalano una nube nera

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Tra allarme dei cittadini e nuovi scontri giudiziari. La storia infinita dell'Ilva di Taranto apre un nuovo capitolo. Stamattina intorno alle 9 decine di telefonate di cittadini ai Vigili del fuoco segnalavano una nube nera, visibile anche a molta distanza, sullo stabilimento siderurgico. La nube è stata provocata dalla fuoriuscita di gas a seguito dell'improvviso blocco di una turbina collegata all'altoforno 5, il più grande dello stabilimento e fra gli impianti sequestrati a luglio dai giudici per inquinamento.

Il blocco ha infatti mandato in avaria il sistema che regola la pressione del gas dell'altoforno e quindi fatto scattare in automatico le valvole di sicurezza. I tecnici, subito intervenuti, hanno poi ripristinato la normalità e nuovamente regolato la pressione. E anche se l'Ilva dice che tutto è durato un minuto e che non sono state immesse nell'aria sostanze inquinanti, né ci sono state conseguenze a persone e impianti, è bastato poco per creare allarme a Taranto dove sull'ambiente e sull'Ilva c'è un livello di attenzione molto alto.

Nelle stesse ore, inoltre, l'ambientalista Fabio Matacchiera, del Fondo Antidiossina Taranto, consegnava in Questura al procuratore capo, Franco Sebastio, copia di un dvd dove ci sono delle immagini, filmate due notti fa, che evidenziano massiccie emissioni dal siderurgico. Lo stesso dvd è stato dato anche al Garante degli interventi ambientali nella fabbrica, l'ex procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito. Per gli ambientalisti, il video dimostrerebbe che l'Ilva continua a inquinare.

Su un altro fronte, invece, l'azienda si prepara a dare battaglia legale contro l'atto del gip, Patrizia Todisco, che dispone la vendita delle merci sequestrate (un milione e 700mila tonnellate), affidandola però ai custodi giudiziari e blindando il ricavato (800 milioni stimano gli stessi custodi, un miliardo dice invece l'azienda) in un fondo per la confisca. Quasi certo che l'Ilva impugnerà al Tribunale del Riesame l'atto del gip e d'altra parte l'azienda lo ha già contestato con una nota definendolo «illegittimo» e adottato quando ormai la Corte Costituzionale sta per pronunciarsi sulla legge 231 del 2012 (lo fará ad aprile). «Inopportuna» viene poi definita dall'azienda la decisione di bloccare a tempo indeterminato le risorse della vendita anziché usarle per la bonifica ambientale e quindi «nell'interesse dei cittadini».

All'inizio della prossima settimana Ilva e avvocati definiranno la strategia legale da opporre al nuovo intervento di Procura e gip. Anche la relazione dei custodi, che, dichiarando che le merci rischiano di deteriorarsi e quindi di perdere valore, ha di fatto accelerato la decisione di vendere da parte dei giudici, è nel mirino degli avvocati dell'Ilva. Insomma, la battaglia giudiziaria riprende e la vicenda infinita dell'Ilva rischia di arricchirsi di un altro capitolo.