Il calvario di una docente di religione

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La seconda Sezione del Tar di Lecce ha pubblicato ieri  la sentenza  sul ricorso (n.1634/010) proposto dalla prof.  F.A. per la nomina in servizio a tempo indeterminato, quale docente di religione.  

La ricorrente in precedenza aveva gia' ottenuto sentenza favorevole per la immissione in graduatoria, negatale dall' Ufficio. Scolastico Regionale, in quanto priva della richiesta idoneità, in corso di rilascio da  parte della diocesi di Otranto.

La situazione “ostativa” per la interessata era data dall' essere al tempo madre nubile,  poi coniugata col rito civile ed anche religioso, dopo aver ottenuto l'annullamento del primo matrimonio, proprio da un Tribunale ecclesiastico.

Alla docente però il Tar ha negato la rivendicata assegnazione di posto,  perchè il diritto alla ottenuta inclusione in graduatoria non la comprenderebbe,  mancante l' analoga idoneità, rilasciabile dalla diocesi di Lecce.

Incredibili le vicende della docente: oltre ai due matrimoni, due sentenze e due diocesi, alternativamente favorevoli e contrarie, quasi un calvario.

La contraddizione di fondo, illaica, da rimuovere senza elusioni, è rappresentata dallo stato giuridico dei docenti di religione della scuola pubblica, a “patto” che siano abilitati da una autorità religiosa extrastatale.

Giacomo Grippa (Lecce)