NO TAP condannati per le lotte a difesa del proprio territorio

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La Confederazione Cobas della Puglia continua a denunciare la repressione contro i movimenti che si oppongono in Italia alla costruzione di grandi opere inutili, costose e dannose.
Oggi assistiamo ad una altra pagina nera della giustizia italiana che ha condannato pesantemente chi ha voluto difendere la sua terra.
Le lotte per difendere il proprio territorio non possono essere processate.
Ricordando anche tutto il voltagabbana di tanti sindaci salentini attratti dalle compensazioni e partiti che dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta rimasti ingabbiati da penali inesistenti.
Dall’altra l’unico vero processo è quello fatto dalle popolazioni che ha promosso di fatto con le sue denunce quello che vede inquisita tutta la dirigenza in Tribunale a Lecce.
Il processo fatto dalla gente nelle piazze, nei cortei, davanti ai cancelli dimostra la fondatezza delle illegalità avvenute nella costruzione del Tap….. e tanto altro.
Gli inutili gasdotti che si stanno costruendo con ingenti finanziamenti europei sono segnati dal sangue di oppositori, ambientalisti, giornalisti lungo tutto il suo percorso e vedono solo l’arricchimento di dittatori e di trafficanti di ogni tipo.
La repressione non può fermare la lotta di chi pensa che quei soldi possano essere spesi diversamente, a sostegno di territori inquinati, di un crescente dissesto geologico, di una vera transizione energetica e non quella truffaldina basata a tutto gas.
Il nostro pensiero va alle nostre sorelle e fratelli in carcere a Torino per la lotta No Tav e a chi rischia di andarci qui per la lotta No Tap affermando che la repressione non ci deve fermare.
Bisogna tornare davanti ai cancelli delle grandi opere in costruzione e per bloccare altri progetti devastanti che si avviano ancora.

Brindisi, 19 Marzo 2021

Per la Confederazione Cobas della Puglia
Roberto Aprile

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