stato di agitazione personale Ambito di Lecce dell’Integrazione scolastica per il mancato avvio a lavoro di tutto il personale.

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Spett.le
Ambito Territoriale di Lecce

Spett.le
Cooperativa Sociale Progetto A

Spett.le
Regione Puglia
c.a. Presidente Dott.Michele Emiliano
c.a. Assessore Istruzione Dott. Sebastiano Leo
c.a. Assessore Welfare Dott.ssa Rosa Barone
c.a. Assessore Sanità Dott.Pier Luigi Lopalco
c.a. Task Force Dott.Leo Caroli
c.a. Consigliere Regionale Dott.Paolo Pagliaro

Spett.le
Prefettura di Lecce
c.a. Sua Eccellenza Dott.ssa Maria Rosa Trio

Oggetto: stato di agitazione personale Ambito di Lecce dell’Integrazione scolastica per il mancato avvio a lavoro di tutto il personale.

La scrivente O.S. Cobas Pubblico Impiego facendo seguito a propria nota prot.302 del 01/09/2021 con cui dichiarava lo stato di agitazione dei dipendenti Operatori Socio Sanitari ed Educatori delle Cooperative che svolgono attività per gli Ambiti Territoriali del Salento e della Provincia di Lecce dell’Integrazione scolastica per le precarie condizioni lavorative, comunica che nulla è cambiato.
Disagio inascoltato quello degli insegnanti, delle famiglie e soprattutto dei lavoratori dell’Integrazione scolastica Educatori ed Operatori Socio Sanitari.
Il sindacato Cobas nelle ultime settimane ha svolto una intensa attività a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della integrazione scolastica pugliese rivolta a migliorare una situazione a dir poco insostenibile per il numero di ore assegnate che vengono ridotte sempre più, dalle regole dettate dalle cooperative che tagliano i già miseri salari, con sospensione del lavoro che non viene retribuito durante i mesi estivi ed altro ancora.
La scrivente O.S. Cobas propone il superamento della gestione del servizio di integrazione scolastica da parte delle cooperative con la costituzione di una società pubblica, una società cosiddetta in house, che metta dentro tutte le diverse figure di sostegno presenti nella scuola.
Il 12 marzo 2021 si è svolto a Bari un sit-in di protesta con incatenamento simbolico davanti alla Presidenza della Regione Puglia come protesta per una sorta di “caporalato moderno” per stipendi che spesso non superano le 400 euro, con sospensione di contratti a tempo indeterminato, con l’assenza di ammortizzatori sociali nei mesi estivi.
La piattaforma Cobas prevede la necessità di un superamento delle condizioni attuali attraverso la costituzione di una società in house e politiche regionali per un sostegno maggiore dei soggetti deboli interessati dalla integrazione scolastica.
Anche da parte dell’Assessore Sebastiano Leo, Assessore al Lavoro e all’Istruzione e dall’Assessore Rosa Barone, Assessore al Welfare, vige silenzio assoluto sulla vicenda dell’integrazione scolastica, pur sapendo che, con la chiusura delle scuole, questi lavoratori sono restati a casa senza neanche quel misero stipendio, ricevuto in modo altalenante durante il periodo scolastico.
E’ necessario un riconoscimento della figura professionale a 360 gradi, perché non è ammissibile nel 2021 percepire una retribuzione così offensiva in palese violazione della Costituzione e nello specifico dell’art.36 “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.
La possibilità di poter accedere all’internalizzazione del servizio di Integrazione scolastica, con il riconoscimento contrattuale adeguato, potrebbe donare quella condizione di serenità ed equilibrio, fondamentale per poter svolgere una professione d’aiuto così complicata e delicata, che porta ogni giorno a stare a stretto contatto con soggetti fragili aventi patologie gravi e gravissime.
In prima persona a farne le spese sono gli utenti, nello specifico minori con bisogni speciali che non hanno scelto le loro disabilità, ma si ritrovano ogni giorno a dover urlare e pretendere che gli venga riconosciuto un diritto: dovere morale e sociale di una società inclusiva quale si vanta di essere la nostra.
Tutto ciò è notevolmente discriminatorio nei confronti degli utenti che usufruiscono dello stesso servizio nelle stesse Scuole con Enti differenti ossia Ambiti e Provincia di Lecce, i quali beneficiano dei loro diritti in base alla loro posizione geografica, perché in alcuni ambiti vengono assegnate 24 ore settimanali, in altri 15 ore e addirittura negli Istituti d’Istruzione Secondaria Superiore dalle 12 alle 18 ore settimanali in base al numero di utenti assegnati.
In questo modo viene meno la tutela della legge n.104 del 5 febbraio 1992 nello specifico l’art.12 ribadisce che l’istruzione deve essere un diritto tutelato a partire dalla scuola materna fino all’università.
Con la nota prot.302 del 01/09/2021 si chiedeva la convocazione urgente del tavolo tecnico per comprendere cosa la Regione Puglia riesce a fare per l’ormai prossimo anno scolastico che purtroppo è già iniziato da due settimane.
Durante la protesta del 13 luglio 2021 si è chiesto alla Regione Puglia un intervento incisivo da subito e gli Assessori regionali il Dott. Sebastiano Leo e la Dott.ssa Rosa Barone hanno preso l’impegno della convocazione di un incontro con un tavolo tecnico per mettere dei paletti alla gestione delle cooperative e migliorare le condizioni lavorative di tutto il comparto regionale della integrazione scolastica stilando delle linee guida per il nuovo anno scolastico.
Ancora una volta si assiste a promesse regionali non mantenute e le cooperative continuano a padroneggiare nella gestione degli appalti finanziati con i soldi pubblici della collettività.
Nell’ambito di Lecce si è verificata una situazione assurda che dopo la sospensione estiva dei contratti il 15 settembre 2021 per alcune dipendenti sono stati attivati e per altri vale ancora la sospensione. Tra le lavoratrici che hanno ripreso l’attività vi sono disparità di ore lavorate.
Ancora una volta si scarica il rischio di impresa sui lavoratori dell’integrazione scolastica non si comprendono le funzioni dell’Ambito di Lecce, dell’Asl di Lecce e Provveditorato.
Vista la situazione caotica facciamo i complimenti a tutti per la bravura nel lasciare a casa dopo la pausa estiva le lavoratrici dell’integrazione scolastica senza ricevere spiegazioni in merito.
Ad avviso della scrivente O.S. Cobas questa vicenda assurda ancora continua a ripetersi anno dopo anno e il presente anno scolastico sarà come i precedenti visto l’immobilismo regionale che già da due mesi non riesce a fare una mappatura del personale dell’integrazione scolastica.
Tutto vergognoso !
Una integrazione scolastica di qualità è una questione di civiltà!

Lecce, 30 Settembre 2021

Confederazione Cobas Lecce
Cobas Pubblico Impiego
Dott.Giuseppe Pietro Mancarella

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