ventesimo reintegro a Gallipoli per i lavoratori licenziati illegittimamente da Gial Plast.

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Con l’apertura degli spostamenti tra Regioni arriva anche il 20° reintegro che spalanca le porte lavorative ad un dipendente Gial Plast Franza Maurizio, con la vittoria e il reintegro immediato nel Comune di Gallipoli licenziato illegittimamente dalla società Gial Plast.
La soddisfazione di questo reintegro lavorativo è il frutto della tenacia con cui Franza Maurizio ha preso parte a tutte le iniziative sindacali Cobas, da padre di quattro figli non poteva arrendersi allo strapotere datoriale che gli aveva tolto la possibilità di lavorare anche perché il posto di lavoro rappresentava l’unico sostentamento per sé e la famiglia.
Maurizio non era un iscritto al sindacato Cobas però vedendosi abbandonato dagli altri sindacati aveva chiesto a noi se potevano supportare le sue richieste e quella degli altri colleghi licenziati illegittimamente da Gial Plast.
Dopo tante iniziative sindacali e quella giudiziaria finalmente è arrivata un’altra soddisfazione dopo questo periodo di buio legato alla pandemia da Coronavirus si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel.
Si mette la parola fine all’assurda storia di essere stato prima sospeso e poi illegittimamente licenziato dalla Gial Plast S.r.l., infatti è stato reintegrato dal Giudice del Lavoro la Dottoressa Luisa Santo e da domani deve tornare a lavoro.
Il Giudice Luisa Santo ha accolto in pieno il ricorso presentato a difesa del lavoratore Franza Maurizio dall’avvocato Gianluca Musca e Valeria Manni, ha annullato il licenziamento irrogato dalla Gial Plast ordinando il reintegro sul posto di lavoro nel Comune di Gallipoli, accogliendo “per tutte le ragioni suddette va dichiarata l’illegittimità del licenziamento intimato con comunicazione del 29.4.2019 e, per l’effetto, la società resistente deve essere condannata alla reintegra del ricorrente nel posto precedentemente occupato e al pagamento di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione (con il limite massimo di 12 mensilità), oltre al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali fino alla medesima data”. Inoltre “dichiara l’illegittimità del licenziamento intimato con comunicazione del 29.4.2019 e, per l’effetto, condanna la società resistente alla reintegra del ricorrente nel posto di lavoro precedentemente occupato e al pagamento di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione (con il limite massimo di 12 mensilità), oltre al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali fino alla medesima data. Condanna la società resistente al pagamento delle spese di giudizio,”
Il sindacato Cobas ha sempre ribadito il concetto che i lavoratori reinseriti da oltre 20/30 anni nel mondo del lavoro e che avevano pagato il loro debito con la giustizia non potevano essere licenziati.
Attualmente abbiamo registrato n.20 reintegre:
1) n.5 reintegre a Gallipoli Caiffa Sebastiano, Carroccia Luigi, Carroccia Giuseppe e Franza Maurizio per Gial Plast e 1 di Cardellini Salvatore per la Colombo;
2)n.3 reintegra a Ugento di Preite Antonio, Civilla Rino e Pizzi Luigi Tommaso per Ecotecnica subentrante a Gial Plast;
3) n.2 reintegre a Parabita di Coronese Antonio e Toma Luigi per AXA subentrante a Gial Plast;
4) n.2 reintegre a San Nicandro Garganico (Foggia) di Buca Vincenzo e Biscotti Massimiliano per Gial Plast.
5) n.3 reintegra a Ostuni (Brindisi) di Lacorte Antonio, Bagorda Luigi e Paparella Biagio, per quest’ultimo Gial Plast ha presentato reclamo;
6) n.3 reintegre a Fasano (Brindisi) Lagalante Nicola, Legrottaglie Giulio e Natola Antonio per Gial Plast.
Una vittoria a Racale di Casole Michele per licenziamento illegittimo subito da parte di Gial Plast con pagamento di 15 mensilità ma non reintegrato sul posto di lavoro perché assunto subito dopo l’entrata in vigore del Jobs Act renziano.
Infatti, la spada di Damocle permane su coloro che sono stati assunti sotto la vigenza del Jobs Act. Alcuni magistrati hanno ritenuto opportuno applicare un risarcimento economico e non anche la reintegra. Una importante apertura viene proprio dalla Suprema Corte che con sentenza n.12174 del 8.5.2019 ha affermato che, anche ai sensi del Jobs Act, l’insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore – che dà luogo alla reintegra dello stesso – comprende non soltanto i casi in cui il fatto non si sia verificato nella sua materialità, ma anche tutte le ipotesi in cui il fatto, materialmente accaduto, non abbia rilievo disciplinare.
Il Jobs act nella parte in cui non prevede una reintegra sul posto di lavoro, a causa di un licenziamento illegittimo è stato ritenuto lesivo dei diritti del lavoratore dal Comitato europeo dei diritti sociali poiché in contrasto con l’art. 24 della Carta sociale europea, che sancisce il diritto alla reintegra per ogni lavoratore ingiustamente licenziato, oppure, se questa non è concretamente praticabile, un risarcimento commisurato al danno subito, senza tetti di legge.
Altro reintegro avuto il 20 gennaio dal lavoratore Carrieri Dario di Ecoworld, che si va a sommare ai precedenti e che purtroppo attualmente a distanza di 5 mesi non è tornato sul proprio posto di lavoro perché la cooperativa ha presentato reclamo.
Grande soddisfazione per il Cobas che non ha mai mollato un istante a stare al fianco dei lavoratori raccogliendo un risultato a dir poco importante.
La preoccupazione adesso rimane per tutti gli altri lavoratori ancora a casa e senza stipendio in tempo di pandemia da coronavirus.
La scrivente O.S. Cobas di Lecce aveva chiesto in data 30 dicembre 2019 un incontro urgente con la società Colombo per comprendere le decisioni poste in essere a seguito della revoca da parte del Tribunale della misura interdittiva antimafia e chiedendo il reintegro immediato dei n.5 lavoratori del Comune di Gallipoli illegittimamente licenziati e senza ammortizzatori sociali.

Foggia, Brindisi e Lecce, 04 Giugno 2020

Per il Cobas Puglia
Roberto Aprile (Cobas Brindisi)
Giuseppe Mancarella (Cobas Lecce)
Antonio Preite (Cobas Foggia)

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