chi sta remando contro l’apertura dell’Ospedale San Giuseppe di Copertino

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Spett.le
Regione Puglia
c.a. Presidente Michele Emiliano
c.a. Direttore Dipartimento Promozione della Salute Dott.Vito Montanaro

Spett.le
Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) Lecce
c.a. Direttore Generale Dott. Rollo
c.a. Direttore Sanitario Dott.Carlà

Spett.le
Presidio Ospedaliero San Giuseppe
c.a. Direttore Sanitario Dott. Cosimo Longo

Spett.le
Comune di Copertino
c.a. Sindaco Prof.ssa Sandrina Schito
c.a. Consiglieri Comunale


Oggetto: chi sta remando contro l’apertura dell’Ospedale San Giuseppe di Copertino


La scrivente O.S. Cobas Pubblico Impiego di Lecce, constata che a distanza di un mese dal primo mirabolante annuncio della riapertura farlocca dell’Ospedale San Giuseppe, nulla è stato fatto di concreto per la riapertura e si insiste solo con gli annunci.
Il presidio ospedaliero di Copertino, in questo momento, somiglia al factotum “Barbiere di Siviglia”, tutti lo cercano tutti lo vogliono. Cioè tutti fanno finta di interessarsi, tutti dicono di volerlo riaprire, ma nessuno decide nulla.
Nella giornata di ieri, 15 maggio, si è svolta l’ennesima riunione presso l’Ospedale di Copertino dei vertici ASL con la Direzione Sanitaria di presidio; come al solito nessuna decisione definitiva, nessuna data di apertura.
Abbiamo la sensazione che, come sempre, si stia cercando un capro espiatorio, mentre invece, le responsabilità sono a tutti i livelli decisionali: politico che ha relegato un glorioso ed efficientissimo ospedale ad ospedale di base; vertici aziendali che, per potenziare il Fazzi, da sempre saccheggiano il San Giuseppe svuotandolo di figure apicali e ora anche di infermieri e che hanno provato a chiuderlo definitivamente approfittando dell’epidemia di coronavirus; la Direzione di presidio assolutamente inadeguata e incapace di alcuna decisione indipendente.
In questa terra di nessuno, i furbi, si sono fatti largo e anche se di profilo infimo, si sono impossessati della gestione della struttura.
Noi crediamo che si debbano preminentemente richiamare i responsabili dei vari reparti e dei servizi e tutti assieme organizzare i percorsi e la riapertura.
Ora, l’ultimo tentativo della solita intellighenzia, incalzata dai rispettivi sponsor politici, per recuperare il tempo perso in proclami, è di riaprire pezzi del San Giuseppe, anche se non completamente funzionanti, mentre si sono avviati lavori di ristrutturazione assolutamente non fondamentali, come se l’ospedale fosse chiuso da anni. Solo due mesi fa era tutto funzionante, se ora ci sono situazioni non a norma, come per esempio gli attacchi per l’ossigeno nell’ex reparto di Cardiologia che si sta trasformando in area triage, vuol dire che non erano a norma anche a marzo.
L’idea di far riaprire il Pronto Soccorso come punto di primo intervento, è molto pericolosa per i pazienti e inaccettabile per gli operatori, in considerazione anche degli stanziamenti messi in campo dal Governo per ammodernare i pronto soccorso.
Il tentativo di trasformare i reparti chirurgici in piccole cliniche private è un’ennesima dimostrazione di cultura sanitaria vecchia e baronistica. I reparti chirurgici dovranno fare routine e urgenza organizzando percorsi indipendenti, ed essere vero supporto del pronto soccorso.
Il fatto che ora non ci sia più tempo perché per due mesi la struttura trasformata in centro covid post acuzie sia stata gestita in maniera approssimativa, non deve ricadere sul funzionamento futuro del San Giuseppe che dovrà essere efficace e completo.

Lecce, 17 Maggio 2020

Confederazione Cobas Lecce
Cobas Pubblico Impiego
Dott.Giuseppe Pietro Mancarella

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