Lecce: il Vescovo attacca i privilegi, le sagre e le feste…degli altri

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Il diffuso, fitto attacco espresso dal vescovo di Lecce, durante i riti in onore dei  protettori,  contro privilegi della politica, sagre e feste mi fa sorgere  una domanda: chi contro questi può veramente scagliare la prima pietra, chi compie veramente il primo passo?

Non è stato imbarazzante  per lui eludere gli scandalosi privilegi ancora goduta dalla comoda gerarchia ecclesiastica, conservati con compromessi d'ogni tipo con gli altri poteri. Ma quale mestiere svolgono, lor monsignori?

Senza appalto svolgono il compito di angeli custodi della società e delle persone, lo fanno passare cole lavoro socialmente utile e, quindi, innaturalmente, a spese del contribuente!,

 Ogni denuncia  su ingiustizie e povertà, una volta elevata,  andrebbe accompagnata da qualche pertinente proposta per conseguirne una tangibile correzione, pur  invocando l'intercessione dei patroni.

L'analisi del prelato su sagre e feste, diffusesi in ogni luogo, merita anche una obiezione: l'80% delle sagre che animano tutto il Salento vengono promosse con successo da enti parrocchiali.

Il sollecitato miglior impiego poi delle risorse destinate a feste, tra le quali in rilievo si contano quelle patronali,  più non sontuose, ispirate comunque a stanti e riproposizioni, fanno salva la celebrazione e semmai la carità,  ma non la riduzione della povertà e il riscatto degli ultimi. 

                                             Giacomo Grippa (Lecce)